Cronaca - 09 gennaio 2026, 10:29

Violenze durante i cortei in città: scattano le misure cautelari per 13 militanti

Sono indagati tra gli altri per gli episodi alla Leonardo, alla Mole e a Porta Nuova

Tensioni fuori dalla sede della Leonardo

Tensioni fuori dalla sede della Leonardo

Questa mattina la Polizia di Stato della Questura di Torino, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 13 militanti antagonisti indagati a vario titolo per i reati di resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale, violenza privata aggravata e rapina durante i cortei in città. 

La misura cautelare prevede l'obbligo di presentazione quotidiano alla Polizia Giudiziaria e obbligo di dimora a Torino con la prescrizione di non allontanarsi dall’abitazione dalle 19.30 alle 7.30. 

Gli episodi di violenza 

Il primo degli episodi si è verificato il 13 novembre 2025 quando un gruppo di circa settanta manifestanti ha fatto irruzione in maniera estemporanea all’interno dell’azienda Leonardo. In particolare, una parte di questi ha bloccato l’accesso allo stabilimento, mentre altri hanno imbrattato e danneggiato diversi padiglioni, in uno dei quali era in corso un evento anche alla presenza di partner stranieri. Successivamente i manifestanti più violenti hanno fatto accesso all’interno degli uffici, interrompendo l’attività lavorativa dei dipendenti. Gli antagonisti hanno anche spintonato e colpito il personale di vigilanza dell’azienda nonché il personale della Digos che a più riprese ha tentato di intervenire per interrompere le azioni violente. 

 Il secondo episodio contestato riguarda il corteo organizzato il 15 novembre 2025, in occasione della “Giornata nazionale dello studente”, quando circa 700 manifestanti, dopo aver attraversato alcune vie del centro, violando le prescrizioni del Questore, hanno raggiunto piazza Castello dirigendosi verso la Prefettura ed iniziando a scagliare oggetti contro i reparti schierati, venendo respinti dal personale stesso. I manifestanti si sono poi recati presso la locale sede RAI ove, con calci e aste di bandiera, hanno colpito alcuni mezzi dei reparti, imbrattandone anche alcuni con scritte. Quindi hanno raggiunto la Mole Antonelliana, dove circa settanta manifestanti si sono introdotti all’interno del Museo del Cinema dopo aver aggredito il personale addetto ai controlli, forzando inoltre più accessi in modo da eludere i tentativi di impedire l’accesso. Alcuni militanti sono saliti sulla balconata dell’edificio e, rimosse le bandiere dell’Unione Europea, dell’Italia e del Comune di Torino, le hanno sostituite con quelle della Palestina, per poi imbrattare il Tricolore italiano con le scritte “FREE GAZA – 1312 – W GAZA – FREE Tiziano”. Alcuni manifestanti hanno poi fatto irruzione nei locali di “Burger King” e “McDonald’simbrattandoli e danneggiandone gli arredi.

 Ulteriori fatti, si sono verificati il 29 novembre 2025, nell’ambito dello sciopero generale proclamato da CGIL e UIL, durante il quale 700 antagonisti, collocatisi in coda al corteo ufficiale, hanno raggiunto piazza Castello dando vita ad un fitto lancio di uova con vernice contro la Prefettura e contro le Forze dell’Ordine schierate. I manifestanti hanno quindi raggiunto la stazione ferroviaria di Porta Nuova tentando a più riprese di introdursi all’interno, aggredendo gli operatori di Polizia disposti a protezione degli accessi. Non riuscendo ad accedere alla predetta stazione, il corteo si è successivamente diretto alla stazione di Porta Susa ove gli antagonisti hanno occupato i binari con sospensione temporanea della circolazione ferroviaria. Nella circostanza è stato anche aggredito un operatore della Digos al quale, dopo essere stato accerchiato, è stato sottratto il proprio telefono personale con cui stava documentando le azioni delittuose. Nel corso degli episodi descritti sono rimasti feriti n.7 operatori del Reparto Mobile di Torino.

Sono state, infine, contestate le condotte violente poste in essere il 13 dicembre 2025, in occasione di un corteo studentesco pro Palestina, quando circa 350 antagonisti, dopo aver lanciato uova e fumogeni contro l’Ufficio Scolastico Regionale e contro le Forze dell’Ordine si sono diretti presso la sede del Politecnico dove hanno tentato di forzare lo sbarramento dei reparti inquadrati, effettuando anche un fitto lancio di pietre contro gli operatori, per poi introdursi all’interno dell’ateneo imbrattandolo con diverse scritte. Quindi i manifestanti si sono spostati alla sede della RAI cercando di accedervi, sollevando una grata a protezione dell’ingresso pedonale. Nel corso degli episodi descritti è rimasto ferito un operatore del Reparto Mobile di Torino e uno del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica.

I soggetti destinatari dell’ordinanza cautelare sono indagati e sottoposti a misure anche in altri procedimenti penali per analoghi fatti. "Le misure cautelari eseguite oggi a Torino confermano ciò che denunciamo da tempo: le violenze di piazza non sono episodi spontanei, ma il risultato di una regia precisa, riconducibile ancora una volta ad Askatasuna", così il senatore Roberto Rosso, vicesegretario di Forza Italia in Piemonte, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino.

"Finché Askatasuna non verrà definitivamente smantellato - concludono -, il rischio di nuove violenze resterà un dato di evidenza, sotto gli occhi di tutti. Per questo chiediamo che si vada fino in fondo: l’immobile deve essere requisito e sottratto in modo definitivo a chi lo ha trasformato in una base permanente di disordine e illegalità. Basta spazi utilizzati come retrovie da chi alimenta scontri, intimidazioni e tensioni".
 

redazione

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