Andrea Villa omaggia Mahsa Amini, brutalmente uccisa il 16 settembre 2022 dalla Polizia Morale iraniana per non indossato correttamente l'hijab. Da allora la sua figura anima le piazze di tutto il mondo, che chiedono a gran voce la capitolazione del regime degli ayatollah.
"Atto di profanazione del potere"
Nel manifesto dell'artista torinese si vede "Zina" mentre accende una sigaretta con la foto dell’Ayatollah. "Un’immagine - spiega Villa - di forte rottura simbolica. Il gesto, quotidiano e apparentemente banale, diventa un atto di profanazione del potere: l’icona dell’autorità religiosa e politica viene ridotta a oggetto consumabile, destinato a bruciare".
"Memoria Amini simbolo di sfida"
Un'opera che vuole sovvertire i rapporti di forza attualmente presenti in Iran attraverso l’ironia e la provocazione visiva: il corpo femminile, storicamente controllato e silenziato, si riappropria di un’azione libera e disinvolta. "In questo senso, il manifesto non è soltanto una denuncia, ma un atto di resistenza immaginativa, che trasforma la memoria di Mahsa Amini in un simbolo di sfida e di possibilità politica", conclude Villa.
Il cartellone è affisso a Torino, in Lungo Dora Siena 100.





