Economia e lavoro - 22 gennaio 2026, 18:59

Mercosur, Torino "tifa" per il sì. Gay (Unione Industriali): "L'accordo è fondamentale, la Ue vada avanti con determinazione"

La frenata a livello europeo preoccupa gli industriali sabaudi. "L'intesa crea opportunità di crescita per l'industria e mai come oggi abbiamo bisogno di prospettive di lungo termine"

Dibattito aperto sul fronte Mercosur

Dibattito aperto sul fronte Mercosur

L'improvviso stop all'accordo con il Mercosur preoccupa Torino. Tra coloro che infatti osservano con una certa preoccupazione l'evolversi degli eventi in Europa c'è anche Marco Gay, presidente dell'Unione Industriali di Torino. Anche lui si iscrive all'elenco di coloro che stanno facendo il tifo per un lieto fine nell'accordo commerciale che semplifica gli stambi tra il nostro continente e il Sud America.

L’accordo con il Mercosur è fondamentale per creare opportunità di crescita per l’industria europea e italiana. Mai come oggi abbiamo bisogno di dare prospettive di lungo termine alle nostre imprese, creare valore per le nostre produzioni", dice Gay. Che aggiunge: "Soprattutto, l’Unione Europea deve presentarsi forte e credibile verso i nostri partner commerciali internazionali: se così non fosse lasceremo spazio e occasioni ad altri player”. 

Ci sono voluti 25 anni per concludere questo negoziato, ciò ci rassicura che sia un accordo di garanzia per le nostre produzioni e per il nostro Made in Italy, in particolare per quello torinese e piemontese – aggiunge Gay - per questo ci auguriamo che si proceda velocemente e che prevalga la responsabilità per il nostro Paese e per la nostra Europa per continuare rapidamente l’iter approvativo senza intoppi”.

Coldiretti dice no

Un ottimismo che però non sembra essere condiviso dal mondo agricolo, che invece teme una concorrenza spietata (e sleale) sulla qualità dei prodotti. Come dice Coldiretti, che a Strasburgo ha protestato con una folta delegazione di giovani imprenditori e dirigenti insieme al presidente regionale, Cristina Brizzolari, al delegato confederale, Bruno Rivarossa, "Importare prodotti che sono realizzati con regole completamente diverse e con lo sfruttamento della manodopera minorile è un’ingiustizia non solo fatta nei confronti dell’agricoltura, ma fatta nei confronti dell’intera collettività. La battaglia e la mobilitazione di Coldiretti continueranno finché non si avranno risposte chiare da parte delle istituzioni europee".

Confindustria spinge per il sì

La voce degli industriali arriva anche da Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte. “Tra Piemonte e molti dei Paesi dell’area Mercosur ci sono legami storici e culturali indissolubili, ecco perché l’accordo siglato dall’Unione Europea per la nostra regione ha un valore ancora più importante. Cancellare i dazi oggi esistenti consentirà di aprire in maniera stabile questo mercato da 700 milioni di persone, anche alle nostre Pmi che hanno già una forte vocazione all’export, e che all’estero operano con successo e risultati in crescita costante. Bruxelles non deve tentennare e rendere operativo quanto prima questo accordo a cui si lavora da oltre 25 anni”. 

Massimiliano Sciullo

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