Dal palco di X Factor a quello dei club più importanti d’Italia. eroCaddeo si prepara per il suo tour dopo l’uscita dell’album “scrivimi quando arrivi (punto).
Nato a Modena, ma cresciuto nella sua terra d’origine, la Sardegna, a 25 anni si è sposato a Torino per dare concretezza al sogno di diventare cantante.
“Qui c’è la mia etichetta, Culto, il mio progetto non sarebbe mai partito se non mi fossi trasferito qui. In Sardegna siamo lontani da tutto. Torino è una città in cui sto bene, era la via di mezzo, perché siamo vicini a Milano, ma senza tutta quella frenesia che non mi appartiene. Per ora resterò qui dove ho il mio team e gli amici con cui ho iniziato questo progetto, poi capirò esattamente dove voglio stare”.
Prima commesso, poi concorrente di X Factor, c’è un prima e dopo quell’esperienza, com’è cambiata la tua vita oggi?
“Sta cambiando, la vivo bene e la sto condividendo con le persone che amo che mi tengono con i piedi per terra. Ma non vedevo l’ora di avere tanto lavoro”.
Come ti sei trovato con il giudice Achille Lauro e con gli altri concorrenti?
“Con Achille il rapporto è stato ottimo, ci siamo trovati dall’inizio. Con gli altri concorrenti è stato lo stesso, è stato bello condividere quest’esperienza con loro”.
Finora sono le tre le città in cui hai vissuto, queste tre anime convivono nella tua musica?
“A Modena ho vissuto solo i primi anni perché mio padre lavorava lì. Ma appena abbiamo potuto siamo tornati in Sardegna. In me c’è la Sardegna, mentre Torino è la mancanza della Sardegna. Sono venuto qui per la musica, ho lasciato un po’ tutto. Ho scoperto quanto è difficile stare lontani da casa”.
“scrivimi quando arrivi (punto)”, perché questo titolo e cosa ci racconta?
“C’è un po’ di tutto, tanta introspezione, c’è anche lontananza, malinconia e qualche paura. Il titolo è un po’ il riassunto di quel un messaggio che si manda spesso su wa per un amico o per una fidanzata, c’è preoccupazione e c’è premura”.
Nel tuo disco racconti di una generazione che vive tra dubbi e incertezze, che cos’è che opprime così tanto i giovani oggi secondo te?
“Personalmente sono andato incontro a questa incertezza del non sapere dove sarei stato domani, non sapere cosa voglio. Anche quando raggiungo qualche obiettivo metto sempre in dubbio tutto. C’è sempre la paura di sbagliare e l’insicurezza. L’unica cosa che so è di aver bisogno di scrivere e di cantare, ma quando non succede niente o anche se succede qualcosa, mi chiedo sempre ‘è questo quello che devo fare? Sono contento, sì o no?’ Mi sembra di volermi boicottare”
Il 13 aprile sarai all’Hiroshima, come ti senti all’idea di cantare su quel palco?
“All’Hiroshima ho suonato due volte con la mia etichetta ed è proprio all’Hiroshima che ho portato per la prima volta il mio ep ‘parlo ancora di te’, manche ‘punto’ l’ho cantata li per la prima volta lì, chitarra e voce. Per me è un palco davvero importante”.
A breve si terrà il Festival di Sanremo, ti piacerebbe poter affrontare quel genere di sfida?
“Per me il Festival è sempre stato un evento bellissimo, quindi si può essere un obiettivo. Se dovesse esserci la voglia di farlo sarebbe bello, ma non bisogno farlo per forza".
Qual è il sogno nel cassetto di eroCaddeo?
“Ne ho diversi, ma soprattutto voglio aprire un rifugio cane e gestirlo con mia madre. Sono cresciuto con lei che ha sempre avuto questa passione per aiutare gli animali, portava a casa gli uccellini feriti. È proprio una cosa a cui tengo”.





