Le recenti dichiarazioni di Donald Trump sugli alleati in Afghanistan contrastano con l’esperienza diretta del Generale Marcello Bellacicco, dianese, che tra il 2010 e il 2011 ha comandato la Regione Ovest della missione NATO ISAF. Alla guida della Brigata Julia, in una fase di massimo impegno operativo, l’Italia ha assunto la responsabilità di un’area strategica, coordinando anche unità alleate e affiancando alle operazioni militari rilevanti interventi umanitari, a testimonianza del ruolo concreto e determinante svolto dagli alleati sul terreno.
Generale Bellacicco, secondo il Presidente Trump i soldati europei in Afghanistan erano “lontani dal fronte”. Quando era laggiù si sentiva nelle retrovie?
Quando ho letto di questa affermazione mi è venuto da ridere, perché dimostra che il Presidente Trump ha le idee confuse sull'Afghanistan. In quella missione il fronte non esisteva, perché la minaccia, prettamente terroristica, poteva evidenziarsi ovunque e in qualsiasi momento, per cui tutti eravamo di fronte al potenziale nemico e dovevamo essere pronti a contrastarlo, anche i logIsti che operavano nelle basi.
Meloni ha espresso l'indignazione del Governo e dell'italia, ricordando tutti i Caduti e i feriti che il Contingente italiano ha patito nei quasi vent'anni di permanenza in Afghanistan. Lei si associa?
Sicuramente le perdite che abbiamo subito sono l'emblema dell'impegno nazionale in quella missione e anche il nostro territorio, con il sacrifico dei graduati Langella di Diano Marina e Chierotti di Arma di Taggia, ha pagato il suo tributo di sangue. Ma ci sono anche altri aspetti che provano il valore di quanto fatto dagli Italiani in Afghanistan, guarda caso riconosciuti proprio dagli Americani. Ad esempio, quando comandai la Regione Ovest, fu il Comandante in Capo Generale Petraeus, uno dei migliori Generali USA del dopoguerra, a mettere sotto il nostro comando più di 3 mila soldati americani. Una decisione eccezionale, perché loro non amano sottoporre il loro personale a comandanti stranieri. E infatti, a parte gli Inglesi, fummo l'unico Contingente, dei 47 presenti in Afghanistan, di cui Petraeus si fidò. Così come fummo gli unici a cui affidò ben 20 milioni di dollari del Congresso Americano, per lo sviluppo di progetti a favore della popolazione.
Quindi una sparata di Trump fuori luogo e sbagliata?
Nei confronti nostri sicuramente, anche perché conseguimmo tutti gli obiettivi che la missione, sotto comando USA, ci aveva posto, sia combattendo, quando ce n'era bisogno sia con tanti interventi a favore della popolazione. Però, per essere realmente oggettivi, quello che ha affermato Trump non nasce da nulla.
Cosa intende, che qualche fondamento c'è?
Posso dire, per esperienza diretta e vissuta, che qualche Contingente europeo non brillava per bellicismo ed impegno e qualcuno, addirittura, dopo le prime perdite, abbandonò la missione...
Può dire qualcosa di più...?
Non ho problemi, anche perché l'ho anche affermato nel libro che ho scritto su quella missione. Ad esempio, con i tedeschi il Generale Petraeus era nero, perché non c'era verso che facessero le necessarie operazioni per liberare alcune aree in cui c'erano ancora formazioni di talebani. I francesi, dopo un'operazione in cui persero alcuni soldati, tra l'altro per una loro pianificazione sbagliata, lasciarono immediatamente la missione, lasciando scoperto tutto un settore. Io stesso, con gli spagnoli che avevo sotto comando, sudai le sette camice per fargli fare ciò che dovevano, arrivando a interessare le più alte autorità militari e politiche di Madrid. E questi sono solo alcuni esempi. Quindi, se Trump si riferisce a tutto questo, lo specifichi bene e faccia i dovuti distinguo, perché per quanto riguarda noi italiani non si deve azzardare a dire proprio nulla.
Autore del Libro “Noi ci abbiamo creduto” - Diario di 6 mesi di missione in Afghanistan
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Esperto di Politica Internazionale di cui parla sul suo Canale Youtube “Free Mind”
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