Politica - 27 gennaio 2026, 15:48

Più tutela per i negozi di quartiere e l'economia di vicinato: Torino aggiorna le regole sul commercio

Il provvedimento si lega all’adozione del nuovo Piano Regolatore Generale

Foto generica d'archivio

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La Giunta comunale di Torino ha approvato la revisione dei criteri urbanistici che regolano il commercio in città, in coerenza con gli indirizzi regionali e nazionali e in relazione all’adozione del nuovo Piano Regolatore Generale in itinere. L’obiettivo è rafforzare il commercio di vicinato, contrastare la desertificazione commerciale e accompagnare l’evoluzione dei quartieri, recependo le innovazioni normative e le trasformazioni economiche e sociali degli ultimi anni.

Il provvedimento si colloca nel quadro delle politiche urbane volte a garantire uno sviluppo equilibrato e sostenibile del commercio e una più ampia valorizzazione dell’economia di prossimità, considerata un elemento centrale per la qualità della vita, la coesione sociale e l’accessibilità ai servizi.

Mettere ordine nelle regola sul commercio

Con questa revisione – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino – la Città di Torino mette ordine nelle regole sul commercio per renderle più aderenti alla realtà dei quartieri e ai bisogni quotidiani delle persone. L’obiettivo è sostenere i negozi di vicinato e le attività di prossimità, evitare squilibri dovuti a una crescita non governata delle medie strutture di vendita, rendere più chiari i criteri di insediamento delle attività e favorire una distribuzione più equilibrata dei servizi sul territorio. La delibera rafforza il ruolo del commercio come presidio sociale ed economico, tutela l’identità dei quartieri e crea le condizioni per interventi di valorizzazione e rigenerazione urbana, anche attraverso incentivi e strumenti dedicati. Obiettivo della delibera è inoltre il contrasto alla desertificazione commerciale, anche tramite l’introduzione di alcune forme di disincentivazione per cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico ricettive. Il percorso proseguirà ora con il passaggio in Consiglio Comunale, per arrivare a una decisione condivisa e coerente con il nuovo Piano Regolatore”.

L'indagine affidata al Politecnico di Milano

Nel percorso di revisione del Piano Regolatore, la Città ha affiancato all’attività normativa un lavoro di indagine e ricerca specialistica, affidato al Politecnico di Milano, nell’ambito del progetto “Supporto specialistico per l’economia urbana di prossimità. Sperimentazione di strumenti comunali per la valorizzazione e la tutela”. L’attività di ricerca ha integrato le analisi svolte dalla società TradeLab con i dati messi a disposizione dalla Camera di Commercio di Torino, fornendo un quadro conoscitivo aggiornato sulle dinamiche del commercio urbano e di prossimità, a supporto delle scelte di pianificazione e regolazione.

L’analisi ha individuato una serie di ambiti di intervento prioritari. In primo luogo, la revisione del sistema degli addensamenti commerciali, che rappresenta l’ossatura della distribuzione delle attività sul territorio. La principale innovazione riguarda il superamento dell’approccio basato prevalentemente su dati censuari: i nuovi criteri estendono la lettura geografica a tutte le attività che rientrano nella definizione di economia di prossimità, includendo non solo il commercio al dettaglio, ma anche le attività artigianali di prossimità (alimentari, non alimentari e di servizio), la somministrazione di alimenti e bevande e i servizi di prossimità come formazione, sanità, sport e cultura. L’individuazione degli addensamenti si basa quindi sulle densità effettive dell’economia di prossimità, adottando criteri più aderenti alla realtà territoriale e superando le precedenti modalità di attribuzione, con l’obiettivo di rendere più chiari i confini e più coerenti le regole applicabili.

Le medie strutture di vendita

Un secondo ambito di intervento riguarda le medie strutture di vendita, definite come esercizi con superficie di vendita superiore a 250 metri quadrati e fino a un massimo di 2.500 metri quadrati. La revisione dei criteri prevede il ripristino delle compatibilità tipologico-funzionali, introducendo limiti più stringenti in alcuni contesti urbani: in particolare, viene reintrodotta la non ammissibilità delle strutture comprese tra 901 e 1.800 metri quadrati negli addensamenti A2 e A3 (addensamenti storici secondari e addensamenti commerciali urbani forti) e la non ammissibilità delle strutture tra 1.801 e 2.500 metri quadrati negli addensamenti A3. Accanto a questi limiti, è prevista l’introduzione di un contributo compensativo aggiuntivo per le medie strutture di vendita, finalizzato a sostenere e riqualificare il tessuto commerciale esistente; le modalità applicative del contributo saranno definite con un apposito provvedimento.

La delibera introduce inoltre una definizione urbanistica di “economia di prossimità”, riconosciuta nella sua valenza di interesse pubblico e generale come strumento per garantire una presenza diffusa di attività commerciali e di servizio a scala locale. Questo principio consente, nelle trasformazioni urbane, di convenzionare una quota di spazi dedicata a tali funzioni, eventualmente indicando una percentuale massima e comunque non superiore a 2.500 metri quadrati. La valorizzazione dell’economia di prossimità è orientata a sostenere le attività che contribuiscono all’identità dei quartieri e producono impatti positivi sul piano sociale ed economico, come le attività storiche, gli esercizi di interesse collettivo, i mercati rionali, gli spazi ibridi e i luoghi di aggregazione. In questo quadro si collocano anche possibili incentivi e premialità, finalizzati a favorire la messa a disposizione di spazi commerciali a canone calmierato o a basso costo, attraverso convenzionamenti urbanistici o regolamentazioni specifiche.

Tra economia di prossimità e nuovo PRG

Il concetto di prossimità si integra con l’impostazione del nuovo Piano Regolatore Generale, che introduce un sistema articolato di quartieri e centralità locali come infrastruttura strategica per la città. I quartieri sono concepiti come unità urbanistiche di prossimità e come elementi fondamentali di welfare territoriale, individuati sulla base di criteri storici, analisi demografiche e indagini qualitative, con l’obiettivo di garantire una distribuzione equilibrata dei servizi e valorizzare le risorse identitarie.

La revisione dei criteri conferma inoltre alcuni elementi già presenti nella disciplina vigente, introducendo aggiornamenti e possibili estensioni. Viene mantenuta la soglia di 400 metri quadrati di superficie lorda di pavimento per l’esclusione della richiesta di standard da destinare a servizi pubblici all’interno della ZUCS, valutando la possibilità di estendere questa agevolazione all’addensamento A1 – Distretto del commercio e di introdurre forme di disincentivazione per i cambi di destinazione d’uso verso funzioni residenziali o turistico-ricettive e altre funzioni urbane a queste assimilabili. È confermata la possibilità di non soddisfare il fabbisogno di parcheggi per le medie strutture di vendita fino a 900 metri quadrati di superficie di vendita integrate nei complessi delle stazioni ferroviarie e metropolitane, con l’impegno a realizzare interventi a favore della mobilità sostenibile; si valuta inoltre l’estensione di questa agevolazione alle localizzazioni entro 300 metri dalle stazioni. Restano infine confermate la salvaguardia dei cinema di interesse culturale e la tutela degli assi commerciali.

Le prossime tappe del percorso prevedono l’esame del provvedimento nelle commissioni consiliari competenti e il successivo passaggio in Consiglio comunale, per l’approvazione definitiva e il coordinamento con il nuovo Piano Regolatore Generale.

comunicato stampa

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