Attualità - 31 gennaio 2026, 15:45

Dal mercatino all'albero memoriale per cani: il gazebo che dà lavoro ad ex borseggiatori

L'associazione Giardino Forbito ha potuto riaprire il chiosco al centro del giardino Sambuy dopo otto anni. La presidente: "Anche senza abbiamo continuato con la rigenerazione urbana"

Il gazebo al centro del giardino Sambuy

Il gazebo al centro del giardino Sambuy

Per garantire sicurezza, i luoghi vanno vissuti. Non solo telecamere e polizia ma eventi, attività e inclusione sociale. Nei pressi della stazione c'è un gazebo che prova a fare tutto questo: è il chiosco al centro dei Giardini Sambuy, in piazza Carlo Felice, di fronte a Porta Nuova.

Lo spazio ha riaperto lo scorso settembre dopo otto anni di chiusura con la promessa di rigenerare il giardino e l'area di Porta Nuova. "Ma anche senza gazebo non siamo stati con le mani in mano" precisa Antonella Giani, presidente dell'associazione Giardino Forbito, che gestisce il gazebo.

Il gazebo che anima il giardino

L'associazione nasce infatti nel 2013 e da allora non ha mai smesso di rigenerare l'anello di Porta Nuova, organizzando attività nei suoi dintorni. Il gazebo è stato attivo solo per due anni, dal 2015 al 2017, poi è stato chiuso per motivi di sicurezza. "Il nostro obiettivo è costruire modelli concreti di welfare culturale urbano - ha spiegato Gianni - e anche senza gazebo abbiamo continuato con la nostra funzione di rigenerazione urbana del giardino, spostando le attività all'aperto".

Ad esempio, ogni seconda domenica del mese ai giardini Sambuy arriva il mercatino della biodiversità GooGreen: vivaisti, produttori di uova e formaggi, agricoltori regionali vendono i loro prodotti ma soprattutto promuovono il territorio di provenienza, raggiungibile con un semplice treno regionale in partenza a pochi passi da lì.

Il gazebo è diventato presidio territoriale per qualsiasi tipo di evento: sport, danza, momenti di formazione, spettacoli, laboratori, presentazioni e incontri con le scuole, eventi OFF del Salone del Libro, del Salone del Gusto, del Kappa FuturFestival. Tutto ciò era possibile anche prima, ma con un tetto sopra la testa e quattro mura intorno - in realtà otto, vista la forma - Giardino Forbito può potenziare le attività anche in inverno.

Torino come New York: c'è il faggio memoriale per cani scomparsi

A fianco del gazebo, da dicembre un grande faggio ospita il memoriale per cani scomparsi. L'idea è stata del fotografo social Navid "Doggodaiily" Tarazi, che insieme all'associazione ha portato a Torino il celebre Dog Memorial del Central Park di New York.

Il grande faggio al centro dei Sambuy non è stato scelto solo perché molto adatto all'opera, con i suoi rami cadenti: "Quest'albero è importantissimo per bellezza, per stile, per l'ombra e la protezione che offre al parco - ha spiegato Giani - Veniva usato come gabinetto o come dormitorio, insieme a Navid abbiamo pensato a quest'albero per il memoriale perché va preservato. Da anni chiediamo al Comune un gabinetto per quest'area e a Iren un faro da posizionare sotto il faggio. Ci piacerebbe che questo progetto non morisse".

Da una vita in strada a un lavoro nel gazebo: l'esempio di Alexandru e Abdel

Giardino Forbito è anche l'esempio di come occupare i parchi, organizzare attività e parlare con le persone renda i posti più sicuri e migliori la vita di tutti. Alexandru viveva dormendo per strada e borseggiando i passanti della stazione, adesso aiuta l'associazione e difende il gazebo. "È diventato la nostra guardia del corpo - ha spiegato Giani -. Quando abbiamo iniziato le attività col gazebo, nel 2015, si è proposto per aiutarci a spostare tavoli e sedie pesanti e da quel giorno ci ha iniziato ad aiutare. Ha perso un dente litigando con un gruppo di ragazzini che stava togliendo le nostre cose dal giardino, perché stavamo toglievamo loro un luogo di spaccio. Ora ha bisogno di cure e cerchiamo di aiutarlo".

Oltre a lui anche Abdel, Ghali e Florin lavorano con l'associazione. Da situazioni di vita in strada, di povertà o di delinquenza, sono diventati gli angeli custodi del giardino Sambuy, dimostrando che un cambiamento è possibile. "Abdel fa il mediatore culturale con gli arabi che frequentano la piazza - ha raccontato Giani -. Spiega loro che è possibile farcela".

Francesco Capuano

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