Cronaca - 01 febbraio 2026, 15:31

Scontri pro Askatasuna, tre persone arrestate e 24 denunciate dopo il corteo

Sono stati sequestrati anche molti sassi (custoditi negli zaini), chiavi inglesi, frombole e coltelli

Alcuni degli oggetti sequestrati dalla Polizia

Alcuni degli oggetti sequestrati dalla Polizia

Il giorno dopo è quello dei bilanci. E al termine degli scontri legati al corteo di protesta contro lo sgombero di Askatasuna, quello delle forze dell'ordine parla di tre persone arrestate e 24 denunciate.

Cronaca di un pomeriggio difficile

La ricostruzione da parte della Polizia puntualizza come la manifestazione nazionale di ieri abbia visto i due spezzoni partiti dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova ricongiungersi, attorno alle 16, in corso Cairoli a quello partito dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, composto dai collettivi universitari e dalla gran parte dei centri sociali di tutto il territorio nazionale; il corteo, che ha raggiunto complessivamente le 20.000 unità, ha poi proseguito verso Corso San Maurizio. Qui, poco prima di raggiungere l’intersezione con Corso Regio Parco, circa 1.500 soggetti, dopo aver acceso una fitta coltre di fumogeni, si sono travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna, e si sono diretti, compatti, su corso Regina Margherita in direzione dello sbarramento dei reparti posti a protezione della sede di Askatasuna, mentre il resto del corteo si è attestato all’imbocco di Corso Regio Parco, permanendovi per tutta la durata degli scontri. Proprio nelle fasi del mascheramento, alcuni antagonisti hanno posto in essere un’aggressione nei confronti di una giornalista e della sua troupe televisiva, le cui attrezzature sono state distrutte.

Il gruppo dei 1.500 manifestanti travestiti ha poi occupato le tre carreggiate di Corso Regina Margherita, sferrando una molteplicità di attacchi all’indirizzo dei contingenti delle Forze dell’Ordine utilizzando scudi protettivi in lamiera, lanciando pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta ed esplodendo batterie di artifici pirotecnici con l’utilizzo di tubi di lancio artigianali, oltre a materiale vario recuperato successivamente sul manto stradale (pezzi di selciato e componenti di cartellonistica stradale).

Al fine di rendere più difficoltosa l’azione dei reparti delle forze dell'ordine, sono state realizzate anche barricate con cassonetti e altro materiale dato alle fiamme. In questi frangenti, un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino è stato dato alle fiamme. I facinorosi sono stati quindi respinti sulla sponda opposta del fiume Dora, verso l’esterno città, dove comunque le azioni violente sono proseguite su Corso Regio Parco, fino al definitivo deflusso di tutti i manifestanti. Nel corso degli attacchi, sono stati anche danneggiati arredi urbani, una filiale di un istituto bancario e un supermercato di corso Regina Margherita.

Arresti in flagranza

A seguito degli attacchi alle forze dell’ordine, nel corso dei quali sono rimasti feriti circa un centinaio di operatori delle forze di polizia, la Digos della Questura torinese ha arrestato in flagranza di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili dei reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. È stato anche arrestato, in flagranza differita, un 22enne, proveniente dalla provincia di Grosseto, per concorso in lesioni personali ad un pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico in occasione di manifestazioni: il giovane è stato infatti individuato, attraverso l’analisi di alcuni filmati, tra i componenti del gruppo responsabile della violenta aggressione a un operatore della Polizia di Stato del Reparto Mobile di Padova. Il ventiduenne è stato anche denunciato per violenza a Pubblico Ufficiale per gli stessi fatti, essendo stato ritratto in un'altra occasione mentre lanciava corpi contundenti contro le forze dell’ordine nonché per rapina in concorso, avendo sottratto lo scudo, lo U-bot e la maschera antigas.

Pioggia di denunce

Durante le violente aggressioni in danno delle forze dell’ordine, operatori della Polizia di Stato sono altresì riusciti a bloccare 24 persone, accompagnate presso gli uffici della Questura di Torino dove sono state compiutamente identificate e denunciate a vario titolo per resistenza a P.U., porto d’armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità; a loro è stato sequestrato diverso materiale per il travestimento, oggetti atti all’offesa come sassi (custoditi negli zaini), chiavi inglesi, frombole e coltelli.

Controlli preventivi

Nel corso dei servizi preventivi coordinati da personale della Digos di Torino, con la collaborazione di pattuglie e operatori messi a disposizione dei Compartimento Polizia Stradale, Compartimento Polizia Ferroviaria e Reparto Prevenzione Crimine e Zona Polizia di Frontiera piemontesi, nelle giornate del 29, 30 e 31 gennaio sono stati complessivamente controllati ed identificati sulle principali tratte stradali e ferroviarie adducenti a Torino e presso l’aeroporto di Caselle, n. 772 soggetti, di cui 54 stranieri (35 francesi, 3 turchi, 2 svizzeri, 2 marocchino 2 spagnoli, 2 polacchi, 1 inglese, 1 Germania, 1 Belgio, 1 Australia, 1 greco, 1 sloveno, 1 nepalese e 1 messicano).

Nell’occasione, il Questore della provincia Torino, Massimo Gambino, ha emesso diverse misure di prevenzione predisposte dagli specialisti della Divisione Anticrimine della locale Questura nei confronti di soggetti trovati in possesso di maschere antigas, passamontagna e oggetti atti al travisamento e ad offendere o gravati da precedenti penali e di polizia denotanti pericolosità sociale: in particolare, 30 fogli di via obbligatori, della durata da sei mesi a 4 anni, 10 Avvisi Orali e 7 Divieti di accesso ai locali pubblici.

Massimiliano Sciullo

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