Cronaca - 04 febbraio 2026, 11:43

Scontri a Torino corteo Askatasuna, Salvini: "Arrestati già a piede libero, vergogna"

Messo ai domiciliari Simionato, il 22enne sospettato dell'aggressione al poliziotto

Un momento degli incidenti di sabato scorso, camionetta in fiamme

Un momento degli incidenti di sabato scorso, camionetta in fiamme

Arresti domiciliari per Angelo Simionato, il 22enne originario della provincia di Grosseto arrestato in differita, perché sospettato di aver preso parte all'aggressione del poliziotto durante gli scontri che si sono verificati sabato a Torino durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. La decisione è stata assunta dal gip del tribunale torinese all'esito dell'udienza di convalida.

Le contestazioni

"Concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico durante manifestazioni" è una delle contestazioni mosse nei suoi confronti. Si tratta dell'articolo 583 quater del codice penale, introdotto nell'ordinamento di recente. Era stata la procura a formulare l'ipotesi di reato: la gip Irene Giani ha stabilito che ci sono indizi sufficienti a giustificare la custodia cautelare agli arresti domiciliari.

Il giudice per le indagini preliminari ha inoltre deciso l'obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria per i due torinesi Matteo Campaner e Pietro Desideri accusati di resistenza a pubblico ufficiale e arrestati a seguito dei disordini. Per entrambi la Procura aveva chiesto la convalida dell'arresto e la misura in carcere.

Salvini all'attacco

Ad intervenire sulla scarcerazione, via social, il ministro degli Interni Matteo Salvini: "Già a piede libero. VERGOGNA. Votare SÌ al referendum sulla Giustizia è un dovere morale". 

"Delinquenti legittimati a devastare"

Ad intervenire anche il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni: "Questa è la conferma di quando sosteniamo che delinquenti del genere si sentono legittimati a devastare, distruggere e picchiare perché godono di un sostanziale senso di impunità”.  “La giustizia - precisa Paoloni - certamente farà il suo corso, tuttavia l’attuale sistema non tutela i cittadini dalle devastazioni né garantisce adeguata sicurezza agli operatori delle forze dell’ordine”.

Per il segretario generale Fsp Polizia di Stato Valter Mazzetti: "quel che resta è questo senso di impunità e di reazione blanda che sicuramente sarà ben percepito da tutti quei criminali che hanno in odio lo Stato e i poliziotti. A questi ultimi, invece, resta solo l’amaro in bocca, lo sconforto per avere la sensazione che lo Stato, attraverso i suoi diversi servitori, non remi nella stessa direzione di chi per strada ci lascia la vita o la propria incolumità, lavorando come ultimo baluardo in difesa della collettività".

redazione

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