In Piemonte continua a galoppare la cassa integrazione (e lo fa al doppio del ritmo nazionale): la conferma arriva dall'ultima ricerca dell'ufficio studi della Uil, che quantifica per il 2025 un totale di quasi 61 milioni di ore di cassa integrazione (60.821.450 per l'esattezza) e oltre due milioni (2.034.382) dei fondi di solidarietà gestiti dall’Inps, che coprono i lavoratori privi di strumenti di sostegno al reddito, per un totale complessivo di 62.855.832 ore. L'aumento è stato di poco meno del 20%. Un ritmo che è ben più rapido rispetto alle quasi 600 milioni di ore richieste a livello nazionale, cresciute di oltre il 10%. Il Piemonte è la terza regione per ore richieste, dopo Lombardia e Veneto.
Torino città più cassintegrata d'Italia
Per Torino il ritmo è lo stesso rispetto al dato regionale (20,2%), anche se si tratta di uno di quelli più bassi, a livello provinciale. La città della Mole ha richiesto nel corso dell'ultimo anno poco più di 39 milioni di ore, confermandosi anche per il 2025 come provincia più cassaintegrata d’Italia, seguita da Napoli e Brescia.
Il 2026 non promette bene
“I dati relativi alla cassa integrazione, letti unitamente ad altri importanti indicatori economici, confermano le difficoltà attraversate nel 2025 dalla nostra regione - dice il segretario generale Uil Piemonte, Gianni Cortese -. In questo nuovo anno, desta forte preoccupazione il numero di lavoratori che potrebbero rischiare di ingrossare le fila dei disoccupati, a causa di crisi aziendali, per l’esaurimento dei periodi di fruizione degli ammortizzatori sociali, per l’impossibilità di agganciare il traguardo della pensione, reso sempre più difficile dai continui interventi legislativi. In aggiunta, nel corso del 2026, salvo proroghe, si concluderanno i progetti del PNRR, i cui effetti hanno, di fatto, scongiurato che il nostro Paese entrasse in recessione. La prolungata fase di debolezza dell’economia richiederebbe importanti scelte strategiche europee, nazionali e imprenditoriali, in particolare per quanto riguarda gli investimenti, la tecnologia, l’innovazione e la ricerca, utili ad accompagnare la transizione sociale ed occupazionale”.





