Ancora un grave episodio di violenza all’interno del carcere di Torino. Questa mattina, intorno alle 10.30, presso il Padiglione B, due detenuti di nazionalità nordafricana sono stati protagonisti di un violento alterco degenerato in un’aggressione che ha richiesto l’immediato intervento della Polizia Penitenziaria.
Secondo quanto riferito da Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), uno dei due ristretti, dall’interno della propria cella, ha iniziato a scagliare con inaudita violenza pezzi di legno divelti dagli arredi, nel chiaro intento di colpire l’altro detenuto. La situazione è rapidamente precipitata, rendendo necessario l’intervento tempestivo del personale in servizio.
Gli agenti della Polizia Penitenziaria, con prontezza e alto senso del dovere, sono riusciti a contenere l’azione e a ristabilire l’ordine, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi. Durante le operazioni, tuttavia, un frammento ha colpito alla fronte l’agente di sezione, che ha dovuto fare ricorso alle cure del Pronto Soccorso cittadino. Il poliziotto è stato dimesso con una prognosi di cinque giorni.
“È l’ennesimo episodio che conferma una situazione ormai fuori controllo nel Padiglione B – denuncia Santilli – dove soggetti facinorosi e aggressivi pongono in essere condotte pericolose senza che si registrino interventi realmente risolutivi o misure dissuasive efficaci”.
Dura la presa di posizione anche del segretario generale del SAPPE, Donato Capece: “La situazione nel carcere di Torino e nelle altre carceri piemontesi è allarmante. Il personale è sempre meno, anche a seguito di questi eventi ormai all’ordine del giorno. Gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria sono allo stremo e, pur lavorando oltre 10-12 ore al giorno, non riescono più a garantire i livelli minimi di sicurezza. Fino a quando potrà reggere questa situazione?”.
Il sindacato invoca “misure di maggiore rigore per riportare la legalità nelle carceri” e si appella alle Autorità istituzionali e politiche affinché vengano adottati provvedimenti immediati e strutturali. Tra le richieste, la destinazione dei detenuti violenti in appositi istituti a regime chiuso, con applicazione delle misure restrittive previste dall’articolo 14 bis dell’ordinamento penitenziario, per tutelare l’ordine e la sicurezza interna.
Ancora una volta, sottolinea il SAPPE, è stato determinante il coraggio e la professionalità della Polizia Penitenziaria, che ogni giorno opera in condizioni critiche per garantire sicurezza, legalità e rispetto delle regole all’interno degli istituti di pena. Un lavoro silenzioso e spesso poco visibile, ma essenziale per la tenuta dell’intero sistema penitenziario e per la sicurezza collettiva.





