Il blu profondo che vi avvolgerà durante la vostra cena non tarderà a richiamarvi alla mente quello che dà il nome alla più famosa delle moschee di Istanbul. E saranno proprio i sapori del Bosforo a guidare la vostra serata. Non fraintendetemi però. Quella di Kadeh Meze Wine Bar, un ristorante raffinato travestito da wine bar, non è semplicemente una riproposizione della cucina turca, ma una sua attenta rilettura che, puntando su materie prime di qualità, imprime loro una sfumatura che guarda lontano dal solito, spaziando dall’Asia più prossima all’Europa e persino al Brasile. La vera notizia è infatti l’approdo a Kadeh di uno chef sudamericano, la cui presenza amplierà il gioco gastronomico fin qui proposto, facendo interagire in modo contemporaneo cucine assai diverse tra loro.
Il piacere di giocare a tutto campo
Quella di un’identità che non soltanto non si chiude in sé stessa, ma addirittura rilancia entrando in dialogo con culture completamente diverse, sembra essere la strada lungo la quale Kadeh intende muoversi. A lavorare qui, fianco a fianco, saranno Stefan Kostandof e Remo Girardi:

il primo, chef patron di Kadeh che, terminati i suoi studi al Politecnico, ha poi scelto di far conoscere ai torinesi la cucina turca; il secondo, di origine brasiliana, ora pronto, dopo diverse esperienze in cucine di spicco, a dare un tocco carioca alla cucina di questo singolare ristorante.
Quando il coraggio non è un azzardo
Di piatti ne abbiamo assaggiati tanti, forse persino troppi: dalle avvolgenti Carote con yogurt e noci

all’accattivante Salciccia cruda di Bovino con pesto piccante,

dall’intenso Agnello cotto a bassa temperatura con purè di patate e cavolini di Bruxelles

al gustoso al Branzino in guazzetto piccante con cime di rapa,

dalla morbida San Sebastian Cheesecake

all’originale Crème brûlée, thahina e caffè.

Quanto basta per far capire capire come, da Kadeh Meze Wine Bar, qualità e creatività rappresentino una sfida giocata con coraggio e con ottimi risultati.
Coda e ravioli: due piatti da non perdere
Detto questo, devo confessare che, tra i piatti che ho assaggiato e a cui le spezie imprimono sapori particolarissimi, due mi sono sembrati particolarmente riusciti: la gustosa Coda cotta per 12 ore in doppia impanatura con maionese alla sriracha

e gli equilibrati Ravioli turchi con ripieno di carne.

L’uno e l’altro capaci di mostrare come esistano punti di significativo contatto tra la cucina nostrana e quella del Corno d’Oro. E di farvi dimenticare la carta dei vini ampia ma coi prezzi un po’ all’insù, il rumore piuttosto alto che si crea nelle sale per l’assenza di pannelli fonoassorbenti e la gestione non proprio ottimale del riscaldamento che, nella stagione invernale, alternerà caldo e freddo a seconda della posizione in cui sarete fatti accomodare.
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Kadeh Meze Wine Bar
Tipologia locale: ristorante etnico
Indirizzo: Via della Basilica, 1/d
Telefono: (+39) 011 5695305
Prezzi: antipasti (8/14€), primi e secondi (14/25€), dolci (8€); coperto (2€).
Servizi: menu vegetariano; dehors estivo; animali ammessi
Ultima visita (cena stampa): gennaio 2026
Sensazioni al volo: Spazi avvolti da un blu profondo, spezie che aleggiano equilibrate, piatti che osano senza mai forzare la mano. Un coraggio più giocoso che provocatorio, capace di sorprendere senza disorientare. E, quando l’incontro tra cucine lontane funziona, anche il rumore di fondo passa (quasi) in secondo piano.





