Nei giorni scorsi, la Sala Convegni del Centro Servizi Ana Ugl di Asti ha ospitato l'assemblea elettiva della Direzione Regionale Piemonte di Ana-Ugl, l'associazione nazionale di categoria che tutela gli operatori del commercio ambulante e del piccolo commercio.
L'incontro, che ha visto la partecipazione di numerosi dirigenti e delegati dalle varie province piemontesi, ha portato alla designazione unanime dei nuovi vertici che guideranno l'associazione. La nuova direzione regionale risulta così composta: Sergio Picone (Torino) nel ruolo di presidente, affiancato da Antonio Tinozzi (Asti) in qualità di vice presidente vicario. L'incarico di segretario regionale è stato affidato a Enzo Arleri, mentre completano la squadra i consiglieri Valter Fava (Cuneo) e Gianluca Semenzato (Alessandria).
L'assemblea non è stata solo un passaggio burocratico, ma l'occasione per fare il punto su un comparto che, sebbene sieda ai tavoli istituzionali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraversa una fase di profonda difficoltà. I dati emersi sono allarmanti: negli ultimi sei anni in Italia hanno chiuso oltre 50.000 piccole attività ambulanti, di cui circa 4.500 nella sola Regione Piemonte.
Le cause di questa emorragia sono molteplici e vanno dagli strascichi della pandemia all'esplosione delle vendite online, passando per l'espansione della grande distribuzione e l'aumento dei costi di gestione, in particolare quelli legati al carburante. A questo scenario si aggiunge un generale calo dei consumi delle famiglie. Per contrastare questi fenomeni, che stanno portando a un preoccupante abbandono dei posteggi sulle aree mercatali e all'inaridimento delle filiere produttive collegate, l'associazione ha deciso di alzare il livello del confronto.
Proprio in questi giorni, infatti, Ana-Ugl ha inoltrato al Governo una richiesta formale: "Aprire un tavolo di crisi sul nostro settore per cercare di arginare gli eventi in atto", spiegano i vertici, sottolineando l'urgenza di interventi mirati. L'obiettivo della nuova direzione sarà proprio quello di potenziare l'azione sindacale e il supporto amministrativo e logistico agli associati, per far sentire con maggiore incisività la voce delle piccole imprese dell'ambulantato sia presso le amministrazioni locali che nel mondo politico nazionale.





