La Suprema Corte accoglie il ricorso della difesa di Schmidheiny. Bonanni (ONA): “La Cassazione decide di non decidere”. Prosegue l’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, nel processo eternit, che ha fatto parte del collegio difensivo del primo processo Eternit, e difende alcuni famigliari delle vittime anche nel processo Eternit bis, quello istruito dal Tribunale di Torino.
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla difesa di Stephan Ernst Schmidheiny disponendo la traduzione integrale in lingua tedesca della sentenza di appello. La decisione determina un ulteriore rinvio nel procedimento Eternit bis e sospende, di fatto, la pronuncia definitiva sulla condanna a 9 anni e 6 mesi di reclusione per centinaia di casi di morti sospette, per cui è stato ipotizzato l’omicidio colposo. Sono tutti casi di decessi per mesotelioma, in particolare il mesotelioma pleurico, cancro del polmone, asbestosi, tumore alla laringe ed altre patologie asbesto correlate.
Il rinvio è legato alla mancata traduzione completa della sentenza nella lingua madre dell’imputato, manager di nazionalità tedesca che ha ricoperto ruoli apicali nella gestione delle attività del gruppo Eternit in Italia ed è assistito da un collegio difensivo composto da legali italiani.
La decisione comporta un ulteriore allungamento dei tempi processuali in un procedimento che si protrae da anni e che coinvolge centinaia di vittime e familiari.
Le dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni
«La Cassazione decide di non decidere. Trovo singolare che la mancata traduzione della sentenza in lingua tedesca sia divenuta motivo di accoglimento del ricorso», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, costituito parte civile nel processo. «Si tratta di un ulteriore stop per le vittime che attendono da tempo una definizione nel merito».
«La causa non è stata discussa nel merito», osserva l’Avv. Riccardo Brigazzi, legale che ha rappresentato l’Osservatorio Nazionale Amianto. «La sentenza dovrà ora essere tradotta integralmente prima che il giudizio possa proseguire».
Il precedente Eternit I
Già nel 2014, al termine del processo Eternit I, Stephan Ernst Schmidheiny aveva ottenuto l’assoluzione per intervenuta prescrizione dal reato di disastro ambientale. Quel procedimento riguardava il decesso di migliaia di lavoratori degli stabilimenti Eternit, cittadini residenti nelle aree limitrofe e familiari esposti indirettamente alle polveri di amianto.
Il processo Eternit bis
Il procedimento Eternit bis riguarda le conseguenze dell’esposizione all’amianto negli stabilimenti del gruppo Eternit, che per decenni hanno prodotto e lavorato materiali contenenti la fibra poi riconosciuta altamente cancerogena. Migliaia di lavoratori e cittadini residenti nelle aree limitrofe si sono ammalati nel tempo, sviluppando patologie gravi, tra cui il mesotelioma.
La vicenda giudiziaria nasce dalle richieste di verità e giustizia avanzate dai familiari delle vittime e dalle associazioni impegnate nella tutela degli esposti all’amianto. Nei precedenti passaggi processuali i giudici hanno riconosciuto la responsabilità di Stephan Schmidheiny per le conseguenze legate all’esposizione alla fibra negli stabilimenti Eternit, ritenendo accertato il suo ruolo nella gestione delle politiche industriali e nella prosecuzione delle attività produttive nonostante la consapevolezza della pericolosità dell’amianto. È stato inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento per le parti civili, tra cui l’Osservatorio Nazionale Amianto.
L’impegno dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere L'Osservatorio Nazionale Amianto – ONA APS, e lo stesso Osservatorio, continua a portare avanti il suo impegno in tutta Italia. In modo particolare nel Lazio, Toscana, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto e Puglia, ove sono stanziati i siti nei quali è stato utilizzato amianto fino alla messa al bando con la L. 257/92. Sia l’ONA che l’Osservatorio Vittime del Dovere si avvalgono dell’attività dell’Avv. Ezio Bonanni. Le sedi ONA, nel territorio nazionale, sono impegnate sul territorio, con assistenza continua. Per la prevenzione primaria e la tutela dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell'amianto e di altri cancerogeni. Proprio per realizzare le finalità di prevenzione primaria, l'associazione ha a suo tempo costituito lo sportello ONA. Per la tutela dei cittadini e lavoratori è sufficiente contattare telefonicamente il numero verde ONA gratuito 800 034 294, oppure scrivere direttamente attraverso il sito ONA.





