Giovedì 5 marzo 2026, alle ore 18.30, galleria Gliacrobati inaugura Corpi ritrovati, un’esposizione personale dell’artista India Evans a cura di Giorgia Alderuccio. La mostra sarà visitabile fino a sabato 16 maggio.
Sono luoghi complessi, i collage di India Evans, paesaggi che generano inquietudine e desiderio al tempo stesso, composti da corpi, frammenti di immagini, architetture e materiali che si dispongono come tracce di una memoria stratificata.
La prima volta che abbiamo incontrato le opere di India Evans è stato a New York, nello spazio domestico in cui prendono vita — racconta Giorgia Alderuccio, curatrice della mostra — Nello stesso ambiente compaiono anche i collage del padre, John Evans. Il collage si rivela così come un "lessico familiare", un gesto ereditato ma radicalmente riformulato. Se nel lavoro del padre il frammento diventa strumento per raccontare una comunità e un tempo storico, in quello di India il collage si fa dispositivo di interrogazione del femminile.
I corpi femminili che popolano i collage di India Evans provengono da ritagli di vecchie fotografie e libri d’arte. L’artista racconta che tutto ebbe inizio a Roma, al mercato di Porta Portese, con il ritrovamento di una scatola da scarpe colma di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi — immagini che, nelle sue parole, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Da allora, anche dopo il rientro a New York, la ricerca di immagini diventa per Evans una pratica costante: archivi, librerie, mercati come luoghi in cui intercettare figure "in attesa di essere reinserite nel presente”.





