Non è più soltanto una rassegna enologica, ma un vero racconto corale del Piemonte del vino. Dal 28 febbraio al 2 marzo 2026 il Salone del Vino di Torino anima le OGR con consorzi, produttori ed enti territoriali chiamati a costruire una narrazione condivisa. Qui il vino diventa strumento di lettura di paesaggi, storie produttive e culture locali, capace di tenere insieme tradizione e contemporaneità. Un progetto che cresce di edizione in edizione e consolida Torino come luogo di sintesi del patrimonio vitivinicolo regionale, aperto tanto al pubblico quanto agli operatori del settore.

Le novità del salone
A segnare l’edizione 2026 è soprattutto l’ampliamento dello sguardo. Il Salone rafforza il suo legame con la città e con il pubblico attraverso un programma OFF sempre più strutturato e diffuso, che esce dai confini della fiera per entrare nei luoghi del quotidiano. Entrano con forza i temi della sostenibilità, dell’inclusione e del ricambio generazionale, affrontati non come slogan ma come pratiche reali. Masterclass e incontri diventano così occasioni di confronto e approfondimento, restituendo al vino il suo ruolo di linguaggio culturale contemporaneo.
Un Piemonte plurale
È l’intero Piemonte, nelle sue molteplici anime, a prendere voce al Salone del Vino. Sono le persone, prima ancora delle etichette, a costruire questo racconto collettivo che attraversa Langhe e Monferrato, Canavese e Pinerolese, la Collina Torinese e il Nord Piemonte, con le sue denominazioni alpine e pedemontane. Produttori storici e nuove realtà convivono in un dialogo che mette in luce differenze, affinità e visioni. Ne emerge un Piemonte plurale e diffuso, fatto di stili produttivi diversi, identità territoriali forti e storie di innovazione che nel Salone trovano un luogo comune di confronto e riconoscimento.
Aspettando il Salone
Il percorso verso il Salone comincia ben prima dell’apertura ufficiale. Per tutto il mese di febbraio, “Aspettando il Salone del Vino Torino 2026” trasforma ristoranti, bistrot ed enoteche in tappe di un itinerario urbano del gusto. Ogni appuntamento è un incontro tra cucine e territori, tra piatti pensati per dialogare e vini raccontati direttamente da produttori e consorzi. Un’attesa che non è pausa, ma parte integrante dell’esperienza, capace di coinvolgere la città e di preparare il pubblico al cuore della manifestazione.

Informazioni: www.salonedelvinotorino.it







