Politica - 16 febbraio 2026, 11:28

Bonus rsa, Canalis (Pd): "Ricordate i 18 milioni per le strutture residenziali, annunciati da Cirio a maggio 2025? Non sono ancora arrivati"

La consigliera Dem: "La politica dei bonus non è comunque la risposta ai problemi del sistema socio-sanitario piemontese. Servono misure strutturali, esigibili e universalistiche come l’innalzamento della quota sanitaria delle tariffe"

Monica Canalis, consigliera regionale Pd

Monica Canalis, consigliera regionale Pd

"La lotteria dei bonus è la cifra distintiva della Giunta Cirio, che dal 2019 ne ha sfornati ben 6: Vita nascente, Vesta, PieMove, Alpha, Scelta Sociale e Protezione Sociale. Queste misure somigliano più a slogan commerciali che a soluzioni vere, non essendo stabili, strutturali, universalistici ed esigibili, ma temporanei e per pochi.  Potremmo dire citando un proverbio “uno slogan al giorno NON toglie il medico di torno”. Il numero di persone (non autosufficienti, disabili, con problemi di dipendenza o salute mentale) in lista d’attesa per ottenere servizi domiciliari, semi residenziali e residenziali è infatti lunghissimo e privo di risposta. E i gestori dei servizi non ce la fanno più a sostenere l’aumento dei costi, energetici, gestionali e legati all’adeguamento dei contratti di lavoro". Così Monica Canalis, consigliera regionale Pd.

"Dopo l'arenarsi del "Patto per il Welfare innovativo e sostenibile" risalente alla fase pre elettorale di febbraio 2024 e comprensivo dell’innalzamento della quota sanitaria delle tariffe, che però non è mai stato realmente attuato, anche il bonus "Protezione Sociale" è uscito dai radar. Questo bonus di 18 milioni di euro di Fondo Sociale Europeo per le strutture residenziali e semi residenziali piemontesi era stato annunciato in pompa magna a maggio 2025, ma ad oggi non si è visto 1 euro. L'atto di indirizzo per rendere operativi questi 18 milioni è stato predisposto a dicembre, ma qualcosa deve essere andato storto perchè ad oggi non è ancora arrivato il nulla osta della Commissione Europea, che dovrebbe dare il via libera al bando regionale, pubblicato sul sito web della Regione già a settembre 2025.
La politica dei bonus sta diventando una cortina fumogena per nascondere i cedimenti del sistema sociosanitario piemontese. Intanto le strutture residenziali e semi residenziali chiudono o peggiorano i loro servizi per l'assenza di un equilibrio contrattuale tra prestazioni e corrispettivi tariffari. I contratti dei lavoratori sono stati rinnovati, ma le tariffe sono ferme al palo, mettendo a rischio la sostenibilità delle convenzioni con la Pubblica Amministrazione. Inoltre, il nuovo fantomatico bonus “Protezione sociale” era pensato per coprire le spese aggiuntive delle strutture, ma non consentiva né di creare nuovi posti di lavoro né di attivare nuove convenzioni sanitarie sugli esosissimi posti letto. Il Fondo Sociale Europeo non dovrebbe essere usato surrettiziamente come aiuto di stato alle imprese, ma come motore per la creazione di occupazione e di servizi per l’utenza. Almeno il bonus Scelta Sociale domiciliarità aveva il merito di far emergere e regolarizzare il lavoro nero delle badanti sfruttate. Protezione sociale invece no".

Comunque al 16 febbraio le strutture non hanno ancora visto 1 euro dei 18 milioni.  A Cirio direi: “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”. Basta annunci a vuoto. Occorre abbandonare gli slogans e il telemarketing e mettere mano alle riforme vere, ritoccando le tariffe e aggiornando il modello di cura".

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