Politica - 16 febbraio 2026, 14:14

'Rottamazione delle cartelle' IMU e Tari: scontro su tempi, polemiche e mozione sospesa in Sala Rossa

Scanderebech e Petrarulo (Forza Italia) chiedono al Comune di aderire alla definizione agevolata entro i termini: "Tre settimane di attesa e nessuna commissione"

La protesta sulla 'rottamazione delle cartelle'

La protesta sulla 'rottamazione delle cartelle'

La mozione per chiedere al Comune di aderire alla definizione agevolata dei tributi locali resta ferma ai box. Nel Consiglio comunale di lunedì 26 gennaio il documento presentato dalla capogruppo di Forza Italia, Federica Scanderebech, è stato discusso ma non votato. A distanza di tre settimane, però, la promessa di convocazione della commissione ad hoc sul tema non sarebbe ancora arrivata, mentre la finestra per aderire – sessanta giorni dalla Legge di Bilancio nazionale – continuerebbe a ridursi.

La 'rottamazione delle cartelle'

Al centro della richiesta c'è la cosiddetta rottamazione delle cartelle per tributi locali come IMU, TARI e multe, misura che consentirebbe ai Comuni di agevolare i contribuenti eliminando sanzioni e interessi e permettendo il pagamento del solo importo dovuto.

A spiegare il quadro normativo è la stessa capogruppo degli azzurri, Scanderebech: "La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto, per i Comuni, la possibilità di aderire alla definizione agevolata dei tributi locali come IMU, TARI e Multe, al fine di sanare i debiti relativi, con l'abbattimento di sanzioni e interessi. Si tratta di una misura che offre agli enti locali uno strumento concreto di gestione attiva dei residui e, allo stesso tempo, ai contribuenti una possibilità reale di regolarizzazione senza l'aggravio delle sanzioni e degli interessi maturati nel tempo".

"Un tema importante per tante famiglie"

L'ex consigliere Raffaele Petrarulo aggiunge: "La legge finanziaria ha dato la possibilità a tutti i comuni d'Italia di fare questo sgravo, non visto come un regalo a chi ha fatto l'evasore ma come la possibilità concreta di aiuto ai cittadini. Si parla di tributi locali, come IMU, TARI o multe sul codice della strada. Dato che c'è questa possibilità, al posto di mettere a bilancio soldi che gonfierebbero gli attivi patrimoniali, chiediamo al comune di agevolare gli onesti lavoratori".

E prosegue: "Infatti, chiediamo di aiutare proprio chi è in difficoltà, non per sostenere o incentivare gli evasori, ma per incentivare chi ha sempre pagato o chi non lo ha fatto perché non poteva. Oggi viene beccato solo chi è registrato eppure ci sono persone che neanche sanno dell'esistenza di queste tasse. Secondo noi non è possibile che la Soris vada a colpire solo le persone per bene che hanno sempre pagato e che magari si trovano in difficoltà, mentre chi non lo ha mai fatto non viene sanzionato in alcun modo".

"Il Comune dovrebbe farlo in automatico"

Secondo Scanderebech l'adesione dovrebbe essere automatica: "Il Comune dovrebbe farlo in automatico perché è una questione di buon senso. La nostra mozione, presentata tre settimane fa, è stata sospesa in aula con l'impegno, da parte dell'Amministrazione, di convocare in tempi rapidi una Commissione urgente per approfondire modalità e criteri di adesione alla definizione agevolata dei tributi locali".

"Nel corso della discussione – aggiunge Scanderebech– l'Assessora aveva assunto l'impegno di avviare un approfondimento tecnico, incaricando gli uffici di predisporre un quadro dettagliato sui ruoli iscritti a Soris, sui residui ancora presenti nei bilanci, in particolare quelli più datati, e sull'impatto sul Fondo crediti di dubbia esigibilità".

La testimonianza: "Mi sento tradito"

A sostegno della proposta anche la voce di chi vive direttamente il peso delle cartelle. Il signor Mahmoud racconta: "Avevo una mia attività e con il Covid ho avuto il problema di un carico di cartelle elevatissimo che mi ha costretto a chiudere l’attività. Una cartella è aumentata di 4 mila euro da un centinaio di euro iniziali, su altri come TARI, multe e bollo auto ho avuto aumenti di cinque volte il valore iniziale, passando da 2 mila euro a 10 mila euro da pagare".

La situazione personale è difficile: "Sono parzialmente invalido, mi sono iscritto nei cantieri di Torino e non mi hanno preso, adesso prendo 600 euro di inclusione con 5 persone a carico e vivendo in 50 metri quadri di casa. Ho lavorato per 35 anni in Italia, da quando è arrivato il Covid ho accumulato un sacco di debiti, ma da cittadino italiano mi sento tradito perché oggi vivo peggio degli zingari o degli immigrati irregolari e nessuna istituzione ha voluto aiutarmi", ha concluso.

Marco D’Agostino

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