Martedì scorso c'è stato lo sciopero, piuttosto partecipato, ma il malumore tra i lavoratori non è calato. Succede allo stabilimento Skf di Airasca, dove nel corso degli ultimi mesi si è portato avanti il trasferimento e l'accorpamento dei lavoratori provenienti dalle fabbriche di Villar Perosa e Pianezza e dove si fanno cuscinetti di precisione.
Turni e straordinari
"Non mancano i problemi e la sensazione è che, nonostante i tentativi di porre rimedio da parte dell'azienda, non si arrivi mai a una soluzione", spiega Rino Di Domenico, rsu Fiom Cgil. Uno dei principali riguarda i turni e gli straordinari, con una gestione che ai rappresentanti sindacali sembra non essere omogena. "L'azienda tende a dividere le persone con orari e trattamenti diversificati e la rabbia dei lavoratori cresce, anche a causa di una cornice di altri problemi", aggiunge Di Domenico.
Acqua marrone e folate
Tra questi, per esempio, c'è l'acqua che in alcuni momenti appare piuttosto torbida. "Succede soprattutto il lunedì mattina: esce quasi marrone - dice il rappresentante rsu -. Essendo acqua di pozzo, il timore è che possano esserci contaminazioni o problemi di tipo ambientale. Un timore rafforzato dal fatto che da mesi sentiamo cattivi odori. Abbiamo fatto un esposto all'Asl e l'azienda stessa è intervenuta, ma certi problemi rimangono. Ne parliamo ormai da giugno, ma siamo ancora qui a parlarne".
Un altro tema è legato invece alle condizioni di lavoro. "Operiamo in ambienti in cui temperatura e umidità devono essere controllate e c'è un'areazione forzata. Ma spesso per mantenere parametri necessari ci sono folate d'aria continue e fastidiose per chi lavora".
Problemi di trasporto
Con lo spostamento dei lavoratori da Villar Perosa e Pianezza, poi, ciclicamente si registrano problemi con i servizi di trasporto messi a disposizione dall'azienda. "In più di un'occasione la navetta da e per Pianezza non è arrivata, oppure viaggia con forte ritardo. Il viaggio per Villar Perosa, poi, può durare anche un'ora e mezza".
Nuove iniziative
Infine resiste un problema contrattuale. "Siamo circa 300 lavoratori, nello stabilimento. Di questi, gli interinali sono un'ottantina. Una quota importante, sul totale. E' necessario pensare a una loro stabilizzazione". E dopo lo sciopero del 10 febbraio non si esclude che ci possano essere nuove iniziative nei prossimi giorni.





