Politica - 18 febbraio 2026, 18:52

Minuto di silenzio per il 23enne ucciso a Lione, scontro in Circoscrizione 6

Documento contestato e seduta spaccata: Il testo della proposta scatena accuse reciproche e blocca il momento di raccoglimento

Il consiglio della 6

Il consiglio della 6

Doveva essere un momento di raccoglimento, si è trasformato in un caso politico. In Circoscrizione 6, a Torino nord, la richiesta di osservare un minuto di silenzio per il giovane francese di 23 anni ucciso a Lione ha acceso il confronto tra maggioranza e opposizione, spaccando l’aula sul significato e sulle modalità della proposta.

La richiesta era stata inviata ufficialmente dalla coordinatrice ai Servizi Sociali di Fratelli d’Italia, Monica Brega, con una comunicazione indirizzata agli uffici del Consiglio circoscrizionale. Nel testo si chiedeva di rispettare un minuto di silenzio "a seguito della violenza e dell’omicidio di Quentin a Lione ad opera del collettivo antifascista francese", parlando inoltre di un ragazzo che "per difendere i propri ideali perde la vita sotto le mani della violenza rossa dei collettivi di sinistra".

Proprio il contenuto della richiesta è diventato il nodo politico della vicenda.

La posizione del centrosinistra

Dal Partito Democratico la capogruppo Isabella Martelli spiega così la scelta di non partecipare: "È stata fatta una richiesta strumentale e questo ci dispiace molto, perché noi avremmo ovviamente fatto il minuto di silenzio, come peraltro abbiamo sempre fatto per tutti, perché condanniamo ogni tipo di violenza. È stata fatta invece una richiesta, ribadisco, strumentale. Qui è stato detto 'violenza rossa dei collettivi di sinistra', come aver detto 'violenza nera dei fascisti di destra'. Non si strumentalizzano in questo modo gli eventi. Questa è la motivazione. Non ci vedo una notizia, ma anzi una strumentalizzazione da parte loro nella richiesta, peraltro anche scritta, quindi documentabile".

Sulla stessa linea la capogruppo dei Moderati Deana Panzarino: "No, ribadisco quello che è stato detto dalla nostra collega. Avremmo assolutamente eseguito il minuto di silenzio, perché comunque una morte è una morte, a prescindere dall’ideologia politica. Sicuramente quel documento accompagnatorio non ha facilitato, come dire, una visione unitaria da parte di tutti".

Il Movimento 5 Stelle: "Non vedo la necessità"

A distinguersi è anche la posizione del Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Fabio Cambai dichiara: "Dalle cronache si apprende che ci sono ancora delle indagini in corso, la vittima è stata descritta appartenente a gruppi neofascisti e neonazisti quindi direi che, purtroppo avendo superato le ideologie di destra e di sinistra, sinceramente non vedo la necessità di osservare un minuto di silenzio per quanto accaduto. Ogni giorno nel mondo accadono aggressioni violente, facciamo un minuto di silenzio per ogni cosa? La violenza va sempre condannata, il minuto di raccoglimento lo si può fare anche prima di un pranzo o di una cena. Noi come M5S della Circoscrizione 6 non ci prestiamo più a momenti che creano dibattiti ideologici, si affrontino problemi seri per il bene del territorio".

La replica del centrodestra

Dal fronte opposto, Monica Brega difende la richiesta e critica la mancata adesione: "Il mio inciso sulla questione è che dovrebbe essere garantito a tutti il diritto di manifestare le proprie idee. Ogni volta che si vede un giovane commettere atti violenti e distruttivi verso cose e persone, fino ad arrivare a un video in cui un ragazzo di 23 anni viene ucciso a calci e pugni da un collettivo antifa, è un fallimento per la società tutta. Ed è inqualificabile che la minoranza si giustifichi dicendo di non aver fatto il minuto di silenzio perché c'era scritto 'violenza rossa', perché i primi ad aver rivendicato il fatto sono stati quelli del collettivo".

Marco D’Agostino

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