Attualità - 20 febbraio 2026, 16:02

Torino raccoglie la sfida sull’intelligenza artificiale: "Patrimonio condiviso, quindi democratico"

Alle Ogr il primo forum nazionale sull'AI, in occasione della presentazione del piano strategico della fondazione AI4I. Crosetto: "Dobbiamo essere indipendenti grazie alla sovranità tecnologica"

Alle Ogr il primo forum nazionale sull'AI

Alle Ogr il primo forum nazionale sull'AI

Siamo gli uomini "primitivi" dell'era digitale. Le cui azioni fisseranno le basi per quello che accadrà negli anni e nei secoli a venire. Questa, a Torino, è la luce accesa dalla Fondazione AI4I in occasione del primo forum nazionale sull’intelligenza artificiale per l’industria.

AI come patrimonio condiviso e democratico

A fare gli onori di casa, alle Ogr, il presidente di AI4I Fabio Pammolli, insieme al direttore Antonio Emilio Calegari. Da oltre un anno, ormai, il centro torinese dedicato all’intelligenza artificiale sta tessendo la sue rete di contatti e di dialogo. E tra gli interlocutori ci sono proprio Fondazione Crt e Compagnia di San Paolo. "Questo è un centro nazionale e non solo locale - sottolinea il presidente di Compagnia, Marco Gill - quindi dobbiamo tenere presente che quel che investiamo qui serve per tutto l’ecosistema nazionale". "Qui è cresciuto un ecosistema che mette al centro la scienza dei dati, l'Intelligenza artificiale e il trasferimento tecnologico. È indispensabile che l’innovazione sia un patrimonio condiviso".

Conservare la componente umana

"L'intelligenza artificiale deve essere un mezzo condiviso e democratico. Non si deve discutere sul se utilizzarla, ma sul come", concorda la vicesindaca di Torino, Michela Favaro. Ed Elena Chiorino, vicepresidente della Regione, aggiunge: "Dobbiamo lavorare tutti insieme per evitare che l’AI non sia la persona dell’anno sulle copertine delle riviste. La componente umana resta e deve restare centrale. Serve la parte "sapiens" dell’uomo".

Competenze, infrastrutture, sovranità tecnologica

"Dobbiamo conservare la nostra componente creativa e umana - dice il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso - con regole per un utilizzo consapevole. Ma servono anche investimenti su un disegno che è di livello europeo per quanto riguarda le infrastrutture. E poi si deve investire sulle competenze delle nuove generazioni".

Mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ribadisce la necessità del dialogo per capire l’impatto dell’intelligenza artificiale che "non sta cambiando solo l’industria, ma anche il potere. I Paesi che sapranno esserne protagonisti saranno in posizione importante per gli scenari del futuro. Il duello tra Usa e Cina dice molto su questo dominio geopolitico. Ecco perché serve un'intelligenza artificiale sovrana, con ecosistema e competenze interne che diano autonomia di scelte e non chiusura. Non dobbiamo essere dipendenti da altri e in questo AI4I è strategico, all'interno di un’architettura nazionale che passa anche dalla Difesa nazionale, capacità predittiva e deterrenza".

E il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti sottolinea "il potenziale degli incentivi europei che possono aiutare ad abbattere i costi di accesso alle tecnologie per le imprese anche di piccole dimensioni. E poi bisogna replicare e scalare pure gli accordi con le grandi industrie per fare ricerca su tutto questo. La collaborazione con AI4I ha permesso di contenere i costi e aumentare il radicamento sul territorio torinese e il ministero riconosce questi effetti positivi".

Massimiliano Sciullo

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