Nel 2025 sono state 21.852 le sanzioni elevate a Torino tramite dispositivi T-Red, per un importo complessivo accertato di 3.738.619,96 euro. Numeri che hanno riacceso il dibattito a Palazzo Civico, soprattutto a seguito dell’interpellanza presentata dal consigliere di Torino Bellissima, Pierlucio Firrao, e del nodo sull’interpretazione della norma.
I numeri del 2025: oltre 3,7 milioni accertati
Tra gli incroci con il maggior numero di verbali nel 2025 (dato ancora in consolidamento) spiccano: corso Inghilterra / corso Vittorio Emanuele II / corso Castelfidardo con oltre 4.200 sanzioni, corso Orbassano tra piazza Pitagora e corso Siracusa con 3.692 verbali, corso Unione Sovietica angolo piazzale San Gabriele da Gorizia: 3.070 e l'incrocio corso Agnelli con corso Tazzoli con 2.208 multe.
Nel 2024 le violazioni complessive erano state 117.323, per un importo incassato (riferito ai pagamenti effettuati nel 2024 su sanzioni 2024) di 4.130.270,90 euro. Un raffronto che evidenzia un volume di sanzioni molto elevato anche nell’anno precedente, con punte superiori alle 40mila multe in alcuni incroci.
Il nodo giuridico
Ma al centro dell’interpellanza non ci sono soltanto i numeri ma anche il perimetro normativo dell’accertamento automatico, con citazione degli articoli 200, 201 e 146, comma 3, del Codice della Strada.
Secondo Firrao, la contestazione differita tramite T-Red rappresenta una deroga al principio della contestazione immediata e deve quindi essere di stretta interpretazione. La violazione tipica sanzionata dall’articolo 146, comma 3 - con un esempio calzante, proprio tra i corsi Inghilterra e Vittorio - riguarderebbe l’attraversamento dell’intersezione con luce rossa, non il mero superamento della linea di arresto.
A sostegno della tesi vengono richiamate anche pronunce giurisprudenziali, tra cui una sentenza della Corte di Cassazione e una decisione del Giudice di Pace di Trani del 2021, che ha annullato un verbale in assenza di effettivo attraversamento dell’incrocio.
La risposta della Polizia Locale
Nel caso segnalato dal cittadino - allegato all’interpellanza - la violazione è stata contestata perché il veicolo, durante la fase di luce rossa, avrebbe “superato la striscia trasversale” con un “apprezzabile spostamento”, andando a interferire con l’attraversamento pedonale.
Per quanto riguarda la prassi operativa, il Comando precisa che le violazioni sono accertate da operatori adeguatamente formati e che l’indirizzo interpretativo adottato prevede la sanzione in tutti i casi in cui dai fotogrammi emerga un effettivo proseguimento della marcia con luce rossa.
“Interpretazione troppo rigida”
Firrao, però, non arretra di un centimetro. “Nel solo 2025 circa 20.000 sanzioni elevate tramite dispositivi T-Red. Un numero che impone una riflessione sulla prassi applicativa adottata, basata su un’interpretazione estremamente rigida della norma”, afferma.
Secondo il consigliere, si continuerebbe a sanzionare anche in assenza di un reale attraversamento dell’incrocio, con conseguenze pesanti per gli automobilisti: 177 euro di multa e la decurtazione di sei punti dalla patente.
“Arrivare a togliere sei punti per aver superato la linea di arresto di pochi centimetri è un eccesso di zelo che viene poi pagato dai cittadini. Serve un cambio di approccio”, conclude.





