Si arroventa il clima politico in Circoscrizione 7, dopo le parole pronunciate durante una seduta consiliare. A sollevare il caso i consiglieri di Fratelli d’Italia Patrizia Alessi, Francesco Caria e Domenico Giovannini, che con una nota congiunta hanno denunciato quanto accaduto nel corso del Consiglio del 23 febbraio, quando — secondo quanto riferito — il consigliere Giorgio Giardina si sarebbe rivolto alla collega Daniela Rodia chiamandola "collega bionda".
L'attacco di Fratelli d'Italia
"Esprimiamo la nostra più ferma e totale condanna per le inaccettabili parole pronunciate durante l'ultima seduta del Consiglio di Circoscrizione dal consigliere Giardina, che si è rivolto alla consigliera Rodia appellandola come 'collega bionda'", scrivono i tre consiglieri, definendo l’episodio un caso di sessismo e sottolineando come il riferimento all’aspetto fisico di una rappresentante istituzionale sia, a loro giudizio, un elemento che sminuisce il ruolo politico e professionale delle donne.
Secondo Alessi, Caria e Giovannini, l’uso di espressioni legate a caratteristiche estetiche anziché ai contenuti degli interventi rappresenterebbe un problema che va oltre il singolo episodio. "Siamo stanchi di dover ribadire concetti che dovrebbero essere scontati nel 2026. Rivolgersi a una collega basandosi sul colore dei capelli o su caratteristiche fisiche, anziché sul merito delle sue proposte o dei suoi interventi, non è solo una caduta di stile: è un attacco alla dignità dell'istituzione che rappresentiamo. La politica non è un bar e l’aula consiliare non può diventare il teatro di battute sminuenti e patriarcali".
Chiesta una presa di posizione del presidente Deri
I tre consiglieri annunciano inoltre di aver già depositato un ordine del giorno di condanna, chiedendo una presa di posizione ufficiale da parte del presidente della Circoscrizione Luca Deri e della maggioranza. "Non accetteremo ambiguità su questo punto. Il rispetto delle donne, o di qualsiasi individuo deve essere un valore condiviso, non un vessillo da sventolare solo durante le ricorrenze. Ci aspettiamo che il Presidente e la Maggioranza condannino pubblicamente queste parole, ristabilendo il decoro necessario al confronto democratico. Il tempo del silenzio e della tolleranza verso il sessismo verbale è finito".
A concludere è la capogruppo Alessi, che, rivendicando il suo ruolo di Presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, afferma: "Non bastano le vocali – medica, avvocata, ministra – o rivolgersi con formule come consiglieri e consigliere, come piace tanto alla sinistra, per fare la differenza: serve rispetto verso tutte le persone. Un corto circuito nel loro pensiero".
La replica di Giardina: "Accuse strumentali"
A stretto giro è arrivata la replica del consigliere di Torino Domani Giorgio Giardina. L'esponente del centrosinistra prende atto della nota dei colleghi di Fratelli d'Italia e ritiene doveroso essere diretto su quanto accaduto e spiega che, in un momento molto concitato della seduta del 23 febbraio, cercando di rivolgersi alla consigliera Rodia di cui in quel frangente non ricordava il nome, ha usato l'espressione "collega bionda", definendola una uscita infelice, estranea al suo modo di fare politica e al rispetto che nutre per tutte le colleghe e i colleghi: "Mi scuso con la consigliera Rodia in modo diretto e senza riserve".
"Detto questo, non posso non rilevare il contesto in cui questa nota viene prodotta – ha spiegato Giardina – La seduta era 'calda' perché stavo contestando quello che non esito a definire sciacallaggio politico: Fratelli d'Italia ha utilizzato in modo strumentale una ricaduta di TBC rilevata in Spazio Neruda per chiederne lo sgombero, sfruttando un caso di salute pubblica come clava politica contro uno spazio sociale del quartiere. Un gesto opportunista, che dimostra quanto le loro motivazioni fossero deboli nel merito. Questa era la questione reale sul tavolo del consiglio".
"Il fatto che, invece di rispondere su questo punto, si scelga di costruire un caso mediatico attorno a un lapsus verbale – per quanto censurabile – dice tutto sulla solidità delle loro argomentazioni. Trovo poi singolare che chi oggi si erge a paladino del rispetto verso le donne concluda la propria nota con un attacco alle battaglie sul linguaggio inclusivo, liquidandole come un 'corto circuito'. Difendere la dignità delle donne non è un tema da evocare selettivamente quando torna utile politicamente. Su questo, ci aspettiamo coerenza, non tatticismo. Resto disponibile a confrontarmi in aula, nel rispetto reciproco, sui temi che riguardano davvero la vita del quartiere", ha concluso Giardina.
Rodia, il grazie a Deri e Genovese
La vicenda ora si sposta sul piano politico e istituzionale, in attesa di eventuali repliche o prese di posizione ufficiali da parte degli altri gruppi consiliari e della presidenza della Circoscrizione. La consigliera Rodia, intanto, ha voluto ringraziare il presidente Deri e la consigliera Ilaria Genovese per aver preso le distanze ed espresso solidarietà nei suoi confronti.





