La notizia della morte di Ali Khamenei si diffonde in Iran ed in tutto il mondo: a Teheran, così come a Torino, la popolazione festeggia. Nella serata di ieri la comunità iraniana del capoluogo piemontese si è ritrovata al parco del Valentino, sulla collinetta verso corso Massimo D'Azeglio, per esultare dopo il decesso dello Ayatollah.
Bandiere e cori
Centinaia di ragazzi e ragazze hanno ballato, esultato con urla e cori nella notte, sventolando nell'aria le bandiere dell'Iran, ma dell'Ucraina e di Israele. Lo Stato ebraico è uno storico nemico del regime dei pasdaran, che ha contribuito agli attacchi missilistici insieme agli Stati Uniti.
E sui social gli attivisti, postando video dei festeggiamenti, hanno scritto: "La fine di un'epoca oscura e l'inizio di una stagione più luminosa, il giorno in cui la speranza è rinata dalle ceneri e il popolo ha respirato di nuovo il profumo della libertà. Un augurio per questa nuova alba".
Khamenei, secondo fonti israeliane, è stato ucciso ieri nell'attacco condotto da Israele e Stati Uniti. La residenza dell'ayatollah è stata rasa al suolo, il corpo di Khamenei è stato estratto dalle macerie.
30mila iraniani morti
Ad inizio anno a Torino si erano registrate numerose proteste contro il regime dittatoriale iraniano, che tra l'8 ed il 9 gennaio aveva represso nel sangue la manifestazioni di piazza: secondo le stime c'erano stati 30mila morti nel paese arabo.
Ma la risposta dell'Iran al violento attacco congiunto di Israele e Stati Uniti non si è fatto attendere: il paese arabo ha reagito, colpendo il Medio Oriente, dall'Oman a Dubai.
Bloccati a Dubai Guido Crosetto e studenti torinesi
A Dubai è stato preso di mira l'aeroporto internazionale, probabilmente lo scalo più trafficato del pianeta, lasciando a terra migliaia e migliaia di passeggeri. Tra di loro anche il ministro della Difesa Guido Crosetto e uno alcuni studenti minorenni di istituti scolastici torinesi, nell'ambito di un'attività extrascolastica organizzata da Wsc Italia - World Student Connection Global Leaders.
Secondo quanto si apprende, il gruppo è stato trasferito dall'albergo principale in cui alloggiava ad altre due strutture della città.







