“Sono circa 70 mila i residenti a Torino affetti da diabete. Molti diabetici non sanno neppure di averlo, per questo la prevenzione primaria è fondamentale”: lo hanno riferito in un’audizione in Quarta commissione, presieduta da Luigi Icardi, i referenti delle associazioni attive sul territorio che si occupano di informare la popolazione e di supportare i pazienti affetti dalla patologia.
Cesare Muratori, presidente di Fand Torino e del Coordinamento delle associazioni diabetici Piemonte, Cornelia Cruceru, presidente dell’Associazione giovani diabetici, e Marina Valenzano, medico specialista dell’Asl To4, sono stati sentiti per un approfondimento sulla figura del ‘diabetico guida’ che la proposta di legge presentata da Silvio Magliano (Lista Cirio) in tema di assistenza diabetologica intende introdurre.
La Pdl prevede che, nell'ambito della collaborazione con la rete regionale dei Servizi specialistici di malattie metaboliche e diabetologia, le associazioni di volontariato dei pazienti diabetici possano avvalersi di questa figura, che riceverà una formazione specifica per informare ed educare altri pazienti a conoscere e gestire la malattia.
“Per ora il servizio è svolto in via sperimentale in 4 dei 10 centri della provincia di Torino - hanno spiegato - ma l’obiettivo, grazie alla Pdl che norma questo specifico aspetto dell’assistenza, è di renderlo capillare, come già avviene in Emilia Romagna, dove i volontari educatori di altri pazienti sono presenti in tutti gli ospedali e nelle case di quartiere”.
Su richiesta di Domenico Rossi (Pd), in Commissione si è svolta anche l’audizione del direttore di Azienda Zero, Adriano Leli, e del direttore del Dipartimento attività integrate ricerca e innovazione regionale (DAIRI) dell’Azienda ospedaliera universitaria di Alessandria, Antonio Maconi, che hanno illustrato le attività di ricerca svolte dal dipartimento e le tappe del percorso intrapreso per il riconoscimento a Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCSS). Maconi ha sottolineato che “la ricerca è tra gli elementi che rafforzano il sistema sanitario di una regione e il nuovo piano socio-sanitario regionale dà rilevanza a al loro sviluppo. Ciò non significa che tutti gli Ircss siano delle eccellenze dal punto di vista clinico, mentre ci sono eccellenze ospedaliere come la Città della Salute di Torino che non sono Ircss. Senza dubbio però si tratta di un sistema che può favorire margini di crescita significativi”.
Hanno posto domande i consiglieri Magliano, Rossi, Alberto Unia (M5s) e Gianluca Godio (FdI).





