Economia e lavoro - 04 marzo 2026, 14:50

Torino finalmente respira, dopo due anni di crisi torna a crescere il numero di aziende sotto la Mole

Si tratta del terzo miglior risultato nel decennio, con un tasso di sopravvivenza che sfiora il 70% nell'arco di tre anni. Cipolletta: "Segnali di rafforzamento anche dal punto di vista della struttura di capitale"

Aumenta il numero di aziende a Torino e provincia

Aumenta il numero di aziende a Torino e provincia

Dopo il 2023 e il 2024 chiusi in rosso, finalmente il 2025 riporta sopra il livello dello zero l'andamento delle aziende a Torino e provincia. Lo dice l'ultima indagine della Camera di Commercio di Torino, che mostra una crescita dello 0,61% rispetto all'anno passato, con un dato complessivo di 221.224 unità. Il saldo tra aperture (12.645) e chiusure (11.328) è ampiamente positivo: +1317. L'aumento è il terzo per dimensione nell'ultimo decennio. Di meglio si era fatto solo nel 2021-2022, ma erano anni anomali, subito successivi alla pandemia.



"Dopo due anni finalmente il dato torna a crescere - dice Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di Commercio di Torino - e tra i settori più vivaci ci sono i servizi alle imprese, a conferma di una vivacità di tutto il mondo produttivo territoriale. Leggera flessione per il commercio, ma compensata dalla ricettività turistica, anche extra alberghiera. Il mondo delle imprese si sta poi strutturando sempre di più con circa il 25% delle imprese che sono società di capitali, mentre calano le imprese giovanili. L'imprenditoria femminile e quella straniera continuano invece a crescere".

Aziende sempre più  forti

Migliora anche il tasso di sopravvivenza: a tre anni dall'apertura sono quasi il 70% le aziende che continuano a essere sul mercato. Per un dato che porta a cento imprese ogni mille abitanti. Nell'arco degli ultimi dieci anni, poi, soprattutto la zona metropolitana di Torino è stata quella che è crescita di più, mentre soffrono Ivrea, Susa e Pinerolo. Un dato che trova conforto anche nell'analisi degli andamenti degli ultimi tre anni: Torino segna il terzo segno "più" consecutivo, così come Torino Sud e un ultimo impulso di Torino Nord.
Ragionando sui singoli Comuni, a parte Torino che sale dell'1,06% nell'arco dell'anno, nella sua scia si trovano Nichelino (+1,11%) e Moncalieri (+0,70%). Bene anche Chieri (+0,91%), mentre Ivrea piega di oltre mezzo punto (-0,56%).  A livello di densità imprenditoriale, invece, Torino vanta 127 aziende ogni mille abitanti, mentre Nichelino si trova ancora in coda - nonostante la crescita recente - con sole 78 aziende.

Sempre più servizi (ma il lavoro fa ancora rima con manifattura)

Tra i settori, nonostante la recente revisione dei codici Ateco che possono andare a rimescolare le tipologie, sono sempre i servizi (27,4%) a dominare la scena, seguita dal commercio (che era il primo fino al 2016 e ora pesa per il 23,2% con un calo di oltre un punto percentuale), quindi le costruzioni (15,8%) e la manifattura (8,6%). Anche se, in termini di addetti cui danno lavoro, alle spalle dei servizi (31,8%) si issa proprio l'industria manifatturiera (23,6%). 
Ma cosa vuol dire servizi? La voce più significativa è quella delle attività finanziarie (+5,7%), seguita da noleggio e agenzie di viaggio (+2%) e attività professionali (+2,1%). In aumento pure i servizi di informazione e comunicazione (+1,6%), mentre calano trasporto e magazzinaggio (-1,2%). Il peso specifico più importante è però quello delle attività immobiliari, che pur rimanendo sostanzialmente stabili (+0,6%) continua a rappresentare oltre il 30% delle attività.

Spariscono i negozi sotto casa

Per quanto riguarda il commercio, sono sempre di meno - per i negozi sotto casa - le macellerie (-5,7%), ma pure la frutta e la verdura (-6,2%), le bevande (-2,9%) e le panetterie (-1,2%). Forte diminuzione anche per i negozi di abbigliamento (-3,4%), i prodotti culturali (-2,5%), ma anche i negozi di mobili e sanitari (-1,8%). Continua poi l'andamento opposto dei bar (che diminuiscono dell'1,7%) e dei ristoranti, che invece proseguono nella loro crescita: +1,1%.

In una società che cambia e invecchia, poi, non stupisce la crescita di attività legate alla sanità (+3,1%) e dell'assistenza sociale (+0,7%). Ma crescono anche le attiità di istruzione e formazione (+4.1%), così come i servizi alla persona (+2,3%) e parrucchieri ed estetica (+1,1%).

Più donne, meno giovani, tanti stranieri

Le imprese guidate da una donna crescono dello 0,46%, così come aumentano le imprese straniere (+3,24%). Restano al palo invece le imprese giovanili: -1,2%. "Non tanto perché le imprese chiudano - spiegano gli esperti della Camera di Commercio -, ma perché aumentano di età, lasciando la categoria delle giovanili. Piuttosto manca il ricambio generazionale".
Tra gli stranieri, spiccano costruzioni e commercio. La crescita rispetto al 2015 è addirittura del 34,1%, mentre la provenienza fa riferimento soprattutto a Romania, Marocco, Cina, Albania ed Egitto.
 

Massimiliano Sciullo

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