La quarta puntata di ‘Voci dal mercato’, l’inchiesta dedicata al mercato di Pinerolo.
Orari e licenze i due punti su cui il mercato di Pinerolo deve migliorare. È Pietro Scaglione, 53 anni, di Scalenghe, a sottolinearlo.
Il banco che cura lui offre pasta e dolciumi siciliani: “Sono specialità regionali. Sono in società con mia moglie e mia cognata, che vendono formaggi e salumi”. Oltre ai due appuntamenti pinerolesi del mercoledì e del sabato, Scaglione lavora nei mercati di Torino in via Baltimora e in via Pavese, Tetti francesi e Piossasco, dove è rappresentante dei mercatali. Da dicembre 2025 ricopre lo stesso ruolo, per la prima volta, anche a Pinerolo, per il settore alimentare.
“Sicuramente ci sarà da migliorare qualcosa sul mercato del mercoledì, che a mio avviso è più debole rispetto a quello del sabato. Bisogna lavorare sui posti vacanti e quindi sul problema delle licenze, cercando di fare un bando per riportare gente qui. Inoltre, bisognerebbe valorizzare l’offerta dei prodotti”.
Un’altra proposta riguarda l’allungamento dell’orario del mercato al sabato di una o due ore. “In questo modo spesso si potrebbero concludere gli ultimi acquisti e si riuscirebbe a ritirare con più calma – afferma –. È importante tenere in considerazione che rispetto ad anni addietro gli avventori arrivano un po’ più tardi, quindi il mercato dal punto di vista della vendita inizia e finisce dopo. Una volta alle 6 i banchi erano già tutti piazzati e pronti, mentre ora, anche se non è il mio caso, chi deve aspettare la spunta alle 8,30 prima delle 9,30 o 10 non è pronto a vendere e, calcolando che entro le 14,30 bisogna andare via, rimane poco tempo”.
Per quanto riguarda la clientela sicuramente si notano dei cambiamenti e una concorrenza sempre più forte da parte del mondo online. “C’è la grande distribuzione, l’acquisto su internet e noi a livello di ambulanti dobbiamo essere bravi a tenere il loro passo fornendo un prodotto o un servizio che queste altre categorie non sono in grado di dare. L’unica cosa che ci può salvare è la qualità, perché se noi riusciamo a garantirla, il cliente è ben contento di tornare”, conclude.





