LNDC Animal Protection esprime soddisfazione per la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea nei confronti delle persone coinvolte nel grave caso di vendita illegale di animali emersa a Chivasso nel 2024, vicenda che l’associazione segue fin dalle prime fasi delle indagini e per la quale ha sporto denuncia.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli indagati avrebbero dato vita a un’organizzazione finalizzata alla gestione di un allevamento abusivo e alla vendita illegale di cuccioli. L’attività, che sarebbe stata operativa per anni, avrebbe fruttato altissimi profitti e coinvolto centinaia di cani. Gli indagati sono una madre e i suoi due figli, oltre a due medici veterinari e la moglie di uno di loro.
Le accuse comprendono diversi reati particolarmente gravi tra cui associazione per delinquere, maltrattamento di animali, detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura e altri. Secondo la ricostruzione della Procura, molti cani sarebbero stati detenuti in condizioni igienico-sanitarie inadeguate con conseguente diffusione di patologie infettive come giardia e parvovirosi che, in alcuni casi, avrebbero causato la morte di alcuni animali.
“Accogliamo con favore questo importante passaggio giudiziario, che rappresenta un segnale chiaro contro chi sfrutta gli animali per profitto e alimenta il mercato illegale dei cuccioli”, dichiara Piera Rosati, presidente LNDC Animal Protection. “Ci auguriamo che il processo possa fare piena luce su quanto accaduto e che eventuali responsabilità vengano accertate in modo rigoroso.”
L’associazione ricorda che dietro la compravendita di cuccioli si nascondono spesso situazioni gravi come questa e pertanto invita ancora una volta i cittadini a prediligere la strada dell’adozione di un cane da un canile.
“L’adozione di un animale da un rifugio è un atto d’amore doppio: da un lato si dà una chance a chi è condannato a vivere in prigione senza alcuna colpa e dall’altro si evita di alimentare un mercato troppo spesso corrotto da comportamenti come quelli denunciati in questo caso. Nel caso si voglia comunque acquistare un cucciolo anziché adottarlo, è importante verificare sempre di persona le condizioni dell’allevamento e delle mamme”, continua Rosati.
LNDC Animal Protection ricorda anche la petizione lanciata negli scorsi mesi per chiedere il divieto di vendita di animali tramite le piattaforme online, che non garantiscono i necessari controlli.
La prossima udienza si terrà davanti al Gup del Tribunale di Ivrea il 5 maggio prossimo e LNDC Animal Protection continuerà a seguire la vicenda da vicino, chiedendo la costituzione di parte civile per essere sempre presente nelle fasi del processo.





