Un prodotto buono, che sostiene anche l'economia locale e chi quotidianamente si impegna per valorizzare il proprio territorio: Biraghi e Coldiretti Sardegna festeggiano nove anni di Pecorino Etico Solidale.
Il progetto, avviato nel 2017, punta a sostenere i pastori sardi garantendo una remunerazione equa, contrastando le speculazioni commerciali e dando forza alla grande tradizione casearia italiana e dell'isola. Dal connubio nasce un prodotto tradizionale ed equilibrato, con il 60% di Pecorino proveniente dalla Sardegna e 40% Gran Biraghi.
Prodotto in 6mila punti vendita
Oggi il Pecorino Etico Solidale Biraghi è sugli scaffali di oltre 6mila punti vendita, con una distribuzione ponderata di quasi 40 punti. Cresce anche l'interesse internazionale: il prodotto è esportato in 17 Paesi, con Germania e Croazia come principali mercati esteri.
Nuovo packaging
In occasione del compleanno, arriva una grande novità: la nuova versione del Pecorino Etico Solidale. Il prodotto si presenta con un packaging rinnovato e distintivo per valorizzarne la qualità. Il fronte della nuova confezione si distingue per i merletti ispirati alla tradizione sarda: la sagoma della Sardegna, ricavata nella parte trasparente del parco, valorizza l'origine del prodotto, sottolineando autenticità e tracciabilità.
Anche la ricetta assume maggiore centralità, grazie ad una festa grafica più chiara e immediata. Il nuovo formato da 60 grammi è studiato per offrire la quantità ideale anche per le famiglie più piccole.
Giusta remunerazione per i pastori
"Il grattugiato - ha spiegato Claudio Testa, Consigliere d'Amministrazione Biraghi S.p.A - è il nostro prodotto di punta. Il Gran Biraghi comprato dai nostri clienti viene per l'80% grattugiato, per cui ci siamo buttati in maniera importante su questo mercato". "Quando abbiamo iniziato questo progetto nove anni fa, - ha aggiunto - il Pecorino veniva pagato al di sotto dei costi di produzione: così abbiamo deciso di fare un accordo, che prevedeva una giusta remunerazione per i pastori".
"All'epoca - ha aggiunto Luca Saba, direttore Coldiretti Sardegna - è stato fatto un grandissimo passo: in tutta Italia c'erano le proteste dei pastori, che versavano il latte per terra. Con Biraghi abbiamo deciso di fare un contratto che guardasse anche all'aspetto etico, non solo commerciale: grazie a questa collaborazione, il settore del pecorino ha registrato dei progressi significativi".
"Oggi - ha concluso Stefano Albertazzi, Direttore generale di Filiera Agricola Italiana S.p.A - siamo qua a raccontare una storia di lungimiranza, perché nove anni fa non era scontato parlare di sostegno alla filiera. Un'opportunità per valorizzare anche la qualità dei prodotti italiani e rafforzare la reputazione della tradizione casearia italiana".
Impegno per il Piemonte
Un'azienda che esporta in tutto il mondo, ma affonda saldamente le sue radici in Piemonte e nel Cuneese, come chiarito dal Direttore del Marketing Biraghi S.p.A Daniele Di Palma. Nella nostra regione ogni anno viene prodotto oltre un miliardo di litri di latte: il 13% viene lavorato dalla società con sede a Cavallermaggiore. "Ogni giorno - ha aggiunto - raccogliamo 445mila litri di latte da 130 aziende agricole del Piemonte. Il fatturato della nostra azienda è in crescita e nel 2025 ha superato i 190 milioni di euro".










