Questa è la storia di un villino che apparteneva alla mafia. Da Cosa Nostra è diventato Casa Nostra a Moncalieri, per usare le parole del sindaco Paolo Montagna. Un progetto iniziato nel 2022, quando il vicesindaco Davide Guida propone quello che sembrava un sogno impossibile: “Prendiamoci i beni sul nostro territorio sequestrati alla criminalità organizzata". Obiettivo restituirli alla comunità moncalierese.
Tutto cominciato nel 2022
"Mi parla di un villino, in via Ungaretti. E di un alloggio, in strada Carignano. Andiamo a vederli. Troviamo immobili fatiscenti, degradati, inagibili. E mi è subito chiaro che l’investimento per ristrutturarli sarebbe stato troppo oneroso per il bilancio del Comune. “Fidati di me, andiamo avanti”, dice Guida alle mie preoccupazioni", racconta Montagna, tornando indietro con la memoria.
Ed allora ecco la firma per chiedere all’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata di acquisire le case a patrimonio del Comune. "Ci mandano le chiavi. Partiamo da strada Carignano. È più piccola, forse più fattibile. Per cercare le risorse, serve un progetto". Viene coinvolta l'assessore alla persona Silvia Di Crescenzo ed anche l’Unione dei Comuni (Moncalieri, Trofarello, La Loggia, ndr). "Pensiamo ai nostri ragazzi speciali, alle loro famiglie, all’ansia della domanda che non fa dormire: e dopo di Noi?", si domanda Montagna.
Nasce "una casa ribaltata"

Nasce “SottoSopra, una casa ribaltata”, uno progetto per ragazzi e giovani adulti dove sperimentare l’autonomia, la libertà delle piccole scelte quotidiane, il valore del vivere da soli e insieme. "Ci candidiamo a un bando per ottenere le risorse, lo vinciamo, facciamo il progetto con la cooperativa Il Punto, poi partono i lavori", racconta ancora il sindaco di Moncalieri. Fino ad oggi, quando sono state consegnate le chiavi di casa a Luisella, Andrea, Manuel e Tiziano: "Fatene buon uso ragazzi e costruiamo insieme il futuro", ha concluso Montagna.







