Alle 7 di questa mattina, presso la Settima Sezione del Padiglione B della Casa Circondariale di Torino, nel corso di una perquisizione straordinaria sono stati rinvenuti tre smartphone con i relativi caricabatterie, circa cinque grammi di hashish, due grammi di cocaina e due bottiglie artigianalmente modificate utilizzate per fumare.
Durante le operazioni si è verificato anche un episodio di particolare gravità: un appartenente alla Polizia Penitenziaria è stato costretto a ricorrere alle cure di un ospedale cittadino dopo essere stato aggredito da un detenuto che, nel tentativo di occultare e distruggere uno dei telefoni rinvenuti, lo ha spinto violentemente contro una porta blindata, facendogli battere la testa e la schiena. Il poliziotto, dopo le cure mediche ricevute, è stato dimesso con una prognosi di quattro giorni per trauma cranico.
A dare notizia dell'accaduto è Vicente Santilli, segretario per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che evidenzia come “l’episodio dimostri ancora una volta le difficoltà operative e i rischi a cui è quotidianamente esposto il personale di Polizia Penitenziaria nello svolgimento del proprio servizio”.
Solidarietà e vicinanza al poliziotto ferito sono state espresse anche da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “Basta aggressioni ai poliziotti. Chi indossa una uniforme e garantisce la sicurezza di tutti non può essere lasciato senza adeguati strumenti di difesa. È necessario intervenire subito dotando gli agenti di strumenti di autotutela, a partire dallo spray al peperoncino, già utilizzato in molti contesti come mezzo efficace e non letale per gestire situazioni di pericolo. L’inerzia davanti al crescente numero di aggressioni rischia di produrre un grave effetto emulativo e di alimentare un clima di impunità. Proteggere chi ci protegge è una responsabilità che non può più essere rimandata”.





