Dalla presa in carico dei minori stranieri non accompagnati alla creazione di percorsi di formazione per trovare un lavoro dignitoso, fino al contrasto alle dipendenze da crack o altre sostanze nelle zone più sensibili: sono le direttrici che si intersecano tra chi opera e chi vive da vicino i problemi della città, cercando di risolverli. Un approccio che vede Torino impegnata su diversi fronti, unica città in Italia ad avere un tavolo di coordinamento tra amministrazione e sedici realtà che portano avanti capillarmente attività di educativa di strada.
Oltre il degrado
Una vera e propria cartina al tornasole che restituisce ai decisori politici una fotografia reale delle condizioni delle ragazze e dei ragazzi al di là delle narrazioni ufficiali che spesso finiscono nelle cronache legate a parole come “degrado", “disperazione", “tossicodipendenza".
Un report sulla situazione giovanile
Un lavoro fatto di intercettazione e prevenzione con incontri tra città ed educatori che avvengono ogni tre-quattro mesi.
“Siamo al terzo incontro - spiega Carlotta Salerno, assessora alle Politiche Giovanili - tutto è nato su spinta del tavolo dell'educativa di strada dopo una lettera inviata al sindaco dagli enti del terzo settore che collaborano con la città. Da quel primo incontro è nato il desiderio di vedersi periodicamente, sia per avere un report sulla condizione giovanile, e sulle criticità nei diversi quartieri e anche per individuare strategie”.
Gli investimenti
Parallelamente ci sono gli investimenti economici su varie iniziative: come il progetto "Bella Storia", che prevede lo stanziamento di circa 3 milioni di euro destinati all'identità di territorio e a modalità flessibili di educativa di strada, con l'obiettivo di intercettare il disagio e promuovere il benessere in aree periferiche come Barriera di Milano e Aurora.
Minori non accompagnati dopo i 18 anni
Tra le problematiche emerse c'è la gestione dei minori stranieri non accompagnati una volta che superano la maggiore età. La strategia proposta punta sul proseguo amministrativo, permettendo agli stessi operatori, che già conoscono i ragazzi, di accompagnarli fino ai 21 anni, garantendo così una continuità educativa fondamentale per la loro crescita. Accanto a questo, il Comune ha avviato un gruppo di lavoro specifico per abbattere gli ostacoli burocratici che frenano i tirocini e l'inserimento lavorativo, dialogando direttamente con sindacati, associazioni datoriali o società di somministrazione.
Riduzione del danno e gestione delle dipendenze
Il tavolo affronta inoltre le emergenze legate alle dipendenze, con un focus particolare sul consumo di crack in aree critiche come via Sempione e il quartiere San Salvario.
“Il problema c’è e non lo nascondiamo. Nonostante i limiti di una normativa nazionale - spiega l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli - prevalentemente repressiva, Torino investe su un metodo che cerca di ‘agganciare' chi vive in strada prima che la fragilità si trasformi in devianza esplicita e attraverso azioni di riduzione del danno".
In generale la risposta della città si fonda sul concetto di sicurezza integrata, dove l'azione di monitoraggio della Polizia Locale viene affiancata da interventi sociali e sanitari coordinati con l’ASL.





