Economia e lavoro - 13 marzo 2026, 15:33

C’è vita oltre l’automotive, Torino sta cambiando pelle (e scopre che sono i servizi a soffrire)

Negli ultimi decenni Aerospazio e meccanica si sono affiancati al mondo delle quattro ruote. Russo: “Serve fare innovazione di prodotto e irrobustire l’Ict”

Aerospazio e meccanica si sono affiancati al mondo delle quattro ruote

Aerospazio e meccanica si sono affiancati al mondo delle quattro ruote

Torino sopravvive all’automobile e al suo declino. Lo dicono i numeri dello studio realizzato da Unione Industriali, Camera di Commercio e Centro Einaudi. C’è un nucleo forte che sta crescendo: una “corte” allargata dove prima c’era solo un imperatore. Un “nucleo produttivo esteso” che mescola manifattura e servizi.

Città che cambia

Non è più la metropoli di 50 anni fa, ma la trasformazione sta avvenendo e anche in maniera “sana”, anche se restano ancora cose da fare. Soprattutto perché, a sorpresa, a soffrire sono proprio quei servizi che spesso sono visti come la forza trainante verso il futuro. E a dirlo non sono previsioni o sensazioni, ma i bilanci depositati delle imprese coinvolte nello studio. Una dinamica osservata nei dieci anni (addirittura 25 per quanto riguarda l’export).

Oggi le aziende torinesi sono 221.224 con 803.624 addetti. Sono 623 le start up in Piemonte, di cui 490 a Torino e provincia. La stragrande maggioranza di loro (407) sono attive nei servizi.

Ma nella prospettiva presa in analisi, con aziende che hanno 5 milioni di euro, colpisce ancora di più la crescita per il nucleo produttivo esteso di addetti (+24%), ma anche fatturato (+56%) e valore aggiunto (+50%). Crescono anche le immobilizzazioni (+57%) e il margine operativo lordo (+47%).

Ma ci sono anche lati meno rassicuranti: il valore aggiunto è cresciuto meno del fatturato e anche la produttività vede grandi differenze: manifattura e costruzioni tengono, mentre i servizi si rivelano “poveri”. Calano del 13% e scontano dimensioni d’azienda troppo ridotte, gravitazione su Milano è un peso crescente dei servizi alla persona, che aumenta gli occupati, ma non la produttività. 

Una variazione ancora in corso

“I dati evidenziano che la transizione che da vent’anni Torino sta vivendo è ancora in corso: da mono industriale a una base più diversificata - dice il direttore del Centro Einaudi, Giuseppe Russo -. Rispetto a una volta, sono tre i settori che si tengono testa: non più solo automotive, ma anche beni strumentali e aerospazio. Anche la chimica farmaceutica, da numeri piccoli, sta sviluppandosi. Il nucleo rispetto a dieci anni fa sta crescendo e si sta rafforzando, aumentando per addetti e redditività”.

Che strada seguire?

“Le direzioni più promettenti sono l’innovazione di prodotto (il valore aggiunto è ancora limitato), mentre il settore IcT è cresciuto meno della media: il settore del terziario va irrobustito. Se questo succede, anche se non lo si può imporre politicamente, la transizione può continuare. Sta andando bene, ma non è finito. Però si sopravvive alla fine dell’imperatore”.

Il ruolo dell’aerospazio

“Ragioniamo su tutte le competenze che sono richieste per essere competitivi a livello internazionale e con una trasformazione in corso ci sono crescite anche in paragone con altre regioni d’Italia - commenta Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di Commercio di Torino -. A fronte di un’auto che soffre, l’aerospazio è cresciuto molto. Anche se non potrà mai sostituirsi all’automotive, può dare opportunità per sfruttare almeno in parte le capacità che ci sono”.

“Torino non ha bisogno di dimostrare di saper produrre, non dobbiamo rimanere fermi a guardare nello specchietto retrovisore - aggiunge Marco Gay, presidente dell’Unioni Industriali di Torino -. Abbiamo un’intelligenza industriale che produce prodotti innovativi e dobbiamo proseguire“.

Bollette e carburanti, “la Ue faccia la Ue”

“Il momento globale è drammatico - aggiunge - e dobbiamo metterci in un’ottica che deve essere territoriale, ma anche europea. Servono priorità come innovazione, energia, ma anche competenze”. Sull’aumento dei costi e delle bollette “ci aspettiamo un’azione netta: servono segnali chiari in un aumento dei costi energetici fuori controllo. Serve un’azione di governo. Se già prima non eravamo competitivi, oggi questa forchetta si sta ampliando. L’Unione europea faccia l’Unione europea”.

“I dati danno anche una visione - dice Michela Favaro, vicesindaca di Torino - e fanno riflettere sul fatto che le attività che portano ricchezza sono sempre più legati all’innovazione tecnologica e non alla semplice manifattura. È sempre più connesso il legame tra ricerca e innovazione di prodotto”.

Massimiliano Sciullo

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