B. di Milano / Falchera - 16 marzo 2026, 17:35

Lo storico lavatoio del Villaggio Snia tra degrado e memoria operaia: "Serve un progetto di recupero"

L'interpellanza del consigliere Domenico Garcea (Fi) dopo i continui atti di vandalismo

Il lavatoio del Villaggio Snia

Il lavatoio del Villaggio Snia

Un luogo simbolo della storia operaia di Barriera di Milano che oggi rischia di scomparire nel degrado. È la situazione dell’antico lavatoio del Villaggio Snia, in corso Vercelli, finito al centro di un’interpellanza presentata dal vicepresidente del Consiglio comunale, Domenico Garcea.

Secondo Garcea, la struttura - parte integrante del complesso storico del villaggio - verserebbe da tempo in condizioni di abbandono, tra vandalismi, furti di materiali e incuria. Un deterioramento che, denuncia il consigliere, rappresenta l’ennesimo segnale di trascuratezza nei confronti del quartiere.

Il lavatoio storico del Villaggio Snia è oggi l’ennesimo simbolo di abbandono a Barriera di Milano - ha dichiarato Garcea -. Parliamo di un luogo che racconta la storia operaia della città e che invece viene lasciato all’incuria”. Un caso affrontato anche in Circoscrizione 6 con le interpellanze del vicepresidente, Luciano Speranza.

"Segnalazioni, richieste e proposte, avanzate da chi come noi, è  quotidianamente sul territorio, come volevasi dimostrare, non vengono prese in considerazione, da chi deve progettare e programmare intervento concreti, atti a valorizzare beni storici da anni abbandonati all'incuria e degrado" ha aggiunto Speranza.

La proprietà

Garcea ha chiesto chiarimenti sulla proprietà dell’immobile, sull’eventuale esistenza di progetti di recupero e su possibili interventi immediati per la messa in sicurezza dell’area. Il Villaggio, situato in corso Vercelli 483, ricordiamolo, è un complesso costruito nel 1925 e rappresenta una delle testimonianze più significative della Torino industriale del Novecento.

Come spiegato nella risposta dell’amministrazione comunale, dalla vicepresidente Michela Favaro, l’intero complesso è stato acquisito dalla Città di Torino con un atto di cessione del 31 dicembre 1976. Nel 2014 è stato inoltre dichiarato bene di interesse culturale, riconoscendone ufficialmente il valore storico e architettonico.

Oggi le palazzine del villaggio sono utilizzate come alloggi di edilizia residenziale pubblica e fanno capo alla Divisione Edilizia Residenziale Pubblica del Comune. La gestione e la manutenzione degli immobili sono affidate all’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte, alla quale - secondo quanto indicato nella risposta - spetterebbe anche l’onere manutentivo dell’antico lavatoio.

Le condizioni della struttura

Resta però il nodo delle condizioni della struttura, che secondo le segnalazioni raccolte nel quartiere continua a deteriorarsi.

Per Garcea, il rischio è perdere un pezzo di memoria collettiva della zona: “Non parliamo di un edificio qualsiasi, ma di una parte della storia di Barriera di Milano. Lasciarlo degradare significa abbandonare ancora una volta il quartiere”. 

L’obiettivo è quello di trasformare il lavatoio in uno spazio civico per il territorio, restituendo un luogo storico oggi inutilizzato. Ma, avverte il vicepresidente del Consiglio comunale, servono decisioni rapide: “Quel lavatoio può diventare uno spazio per il quartiere, ma non possiamo permettere che venga lasciato cadere a pezzi”.

Philippe Versienti

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