Un luogo simbolo della storia operaia di Barriera di Milano che oggi rischia di scomparire nel degrado. È la situazione dell’antico lavatoio del Villaggio Snia, in corso Vercelli, finito al centro di un’interpellanza presentata dal vicepresidente del Consiglio comunale, Domenico Garcea.
Secondo Garcea, la struttura - parte integrante del complesso storico del villaggio - verserebbe da tempo in condizioni di abbandono, tra vandalismi, furti di materiali e incuria. Un deterioramento che, denuncia il consigliere, rappresenta l’ennesimo segnale di trascuratezza nei confronti del quartiere.
“Il lavatoio storico del Villaggio Snia è oggi l’ennesimo simbolo di abbandono a Barriera di Milano - ha dichiarato Garcea -. Parliamo di un luogo che racconta la storia operaia della città e che invece viene lasciato all’incuria”. Un caso affrontato anche in Circoscrizione 6 con le interpellanze del vicepresidente, Luciano Speranza.
"Segnalazioni, richieste e proposte, avanzate da chi come noi, è quotidianamente sul territorio, come volevasi dimostrare, non vengono prese in considerazione, da chi deve progettare e programmare intervento concreti, atti a valorizzare beni storici da anni abbandonati all'incuria e degrado" ha aggiunto Speranza.
La proprietà
Garcea ha chiesto chiarimenti sulla proprietà dell’immobile, sull’eventuale esistenza di progetti di recupero e su possibili interventi immediati per la messa in sicurezza dell’area. Il Villaggio, situato in corso Vercelli 483, ricordiamolo, è un complesso costruito nel 1925 e rappresenta una delle testimonianze più significative della Torino industriale del Novecento.
Come spiegato nella risposta dell’amministrazione comunale, dalla vicepresidente Michela Favaro, l’intero complesso è stato acquisito dalla Città di Torino con un atto di cessione del 31 dicembre 1976. Nel 2014 è stato inoltre dichiarato bene di interesse culturale, riconoscendone ufficialmente il valore storico e architettonico.
Oggi le palazzine del villaggio sono utilizzate come alloggi di edilizia residenziale pubblica e fanno capo alla Divisione Edilizia Residenziale Pubblica del Comune. La gestione e la manutenzione degli immobili sono affidate all’Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte, alla quale - secondo quanto indicato nella risposta - spetterebbe anche l’onere manutentivo dell’antico lavatoio.
Le condizioni della struttura
Resta però il nodo delle condizioni della struttura, che secondo le segnalazioni raccolte nel quartiere continua a deteriorarsi.
Per Garcea, il rischio è perdere un pezzo di memoria collettiva della zona: “Non parliamo di un edificio qualsiasi, ma di una parte della storia di Barriera di Milano. Lasciarlo degradare significa abbandonare ancora una volta il quartiere”.
L’obiettivo è quello di trasformare il lavatoio in uno spazio civico per il territorio, restituendo un luogo storico oggi inutilizzato. Ma, avverte il vicepresidente del Consiglio comunale, servono decisioni rapide: “Quel lavatoio può diventare uno spazio per il quartiere, ma non possiamo permettere che venga lasciato cadere a pezzi”.





