Economia e lavoro - 23 marzo 2026, 12:42

I Nodes sono arrivati al pettine e hanno portato scoperte, progresso, start up e posti di lavoro

Termina il triennio dei progetti universitari finanziati dal Ministero e dal Pnrr con 112 milioni di euro: 7 gli ambiti e tante aziende coinvolte

Foto di John- tramite unsplash

Foto di John- tramite unsplash

Sette temi sviluppati in 3 anni: taglia il traguardo il programma Nodes (Nord Ovest Digitale e Sostenibile) che grazie ai finanziamenti di Ministero e Pnrr ha portato avanti attività per rafforzare il legame tra ricerca accademica e imprese, nell’ottica del trasferimento tecnologico e dello sviluppo delle start up.

Dotazione da 112 milioni

La dotazione è stata in tutto di 112 milioni e sono stati coinvolti 33 partner tra Università, centri di ricerca e altri enti di settore. Gli ambiti sono stati individuati in Aerospazio/mobilità, Green tech, turismo, montagna, salute e silver economy, agroindustria primaria e secondaria.

Progetti e nuovi posti di lavoro

“Oltre 1200 persone coinvolte con un’ampia sfaccettatura di competenze, molte delle quali a tempo pieno e abbiamo anche assunto nuove professionalità. Siamo soddisfatti perché siamo riusciti a chiudere tutto quello che era necessario fare con il Pnrr”, dice Chiara Ferroni, dirigente del Poli e responsabile del progetto.

In dettaglio, i progetti portati avanti sono stati oltre 500 e le nuove assunzioni sono state 491, di cui la metà donne e il 67% con meno di 35 anni.

Ben 310 imprese sono state finanziate con una raccolta di 56,1 milioni, la maggior parte dei quali provenienti da capitali privati.

Effetto positivo

E se l’80% delle imprese coinvolte ha riconosciuto benefici dalla collaborazione, il 92% ha sviluppato prodotti innovativi o ha migliorato quelli esistenti. Sono dieci le start up e le spin off avviate, con altre due in fase di costituzione. 

“Spero che tutto non si concluda con questo triennio, ma si possa andare avanti - commenta Claudia Porchietto, sottosegretario alla Presidenza della Regione - e proseguire in questo cammino dopo il grande lavoro fatto".

Risultati non scontati 

E il rettore del Politecnico, Stefano Corgnati (che è anche presidente dell’Hub Nodes), aggiunge: “Non è scontato che gli atenei di territorio lavorino insieme. Spesso si opera con realtà distanti. Ci siamo conosciuti e abbiamo tolto un po’ di diffidenza reciproca: queste misure amplificano le opportunità aumentando la capacità di cogliere risorse e sperimentazioni”.

“È stato poi notevole poter coinvolgere le piccole e medie imprese, a volte anche micro - prosegue - portando così a bordo realtà che non sono solite fare questi percorsi. Abbiamo fatto fare loro palestra in questo campo, magari tenendo vivi questi partenariati anche in futuro”.

Digitalizzare i beni culturali e tutelare l’ambiente

Tra gli esempi, anche elementi molto concreti come la digitalizzazione del patrimonio culturale nei territori marginali o dei piccoli borghi, oppure il monitoraggio e il controllo del territorio tramite i dati dei satelliti (sentieri, manutenzione aree verdi, ma anche la manutenzione della risorsa idrica).

“Tre anni fa c’era una strada sconosciuta - racconta Fabrizio Cobis, direzione generale della ricerca del Ministero - e ci è stato chiesto di produrre innovazione, anche modificando comportamenti e abitudini".

Imparare il futuro 

“Al di là dei numeri, da questo sistema abbiamo anche imparato - sottolinea Cristina Prandi, rettrice di UniTo -: è stato anticipato quel che oggi siamo chiamati a mettere in campo per gli atenei, vedere la formazione in senso allargato che nei prossimi anni ci vedrà sempre più coinvolti. Abbiamo imparato a collaborare con le aziende mettendoci dal punto di vista delle aziende".

Massimiliano Sciullo

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