La crisi dell'automotive non risparmia nessuno, a Torino e provincia. Sono infatti settanta gli esuberi alla Petronas di Villastellone e Santena. È quanto dichiarato dall’azienda nell’incontro che si è svolto ieri all’Unione Industriali di Torino. Se confermate - fanno sapere i rappresentanti dei lavoratori -, le uscite impatteranno in modo strutturale sull’organico dello stabilimento, che conta circa 430 lavoratori. E alla base delle difficoltà, in un modo o nell'altro, ci sarebbe anche Stellantis.
L'allarme dei sindacati: "Futuro a rischio"
Vito Benevento, segretario organizzativo di Uilm Torino, non nasconde "forte preoccupazione per la situazione, anche se l'azienda si sta muovendo verso altre soluzioni, mercati e clienti. Le operazioni che la Petronas si appresta ad effettuare devono garantire il prosieguo e il futuro dello stabilimento di Villastellone e Santena e i futuri livelli occupazionali”.
“All’azienda – sottolinea Benevento - chiediamo la conferma dei piani di investimento a breve termine per salvaguardare gli stabilimenti italiani e una verifica dei risparmi preventivati per recuperare le perdite di volume produttivo che derivano dal mancato rinnovo della commessa Stellantis”.
In base a quanto riferito da Petronas, la commessa dell’olio lubrificante a marchio Selenia è stato assegnato da Stellantis ai produttori francesi di Total e agli americani di Shell.
Nicco: "Notizia che ci rammarica"
“Una notizia che desta forte rammarico e grande preoccupazione per il nostro territorio e per decine di famiglie coinvolte”. Così il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, sulla decisione dell’azienda Petronas di avviare una procedura che prevede circa 70 esuberi tra Villastellone e Santena. “Si tratta - sottolinea Nicco -, della conseguenza diretta di una scelta industriale, già annunciata nei mesi scorsi: la decisione di Stellantis di non rinnovare la storica commessa per la fornitura degli oli, poi affidata a un altro fornitore francese. Una scelta che ha interrotto un rapporto produttivo lungo oltre un secolo e che oggi presenta ricadute concrete sul piano occupazionale”.
Il presidente evidenzia però un punto cruciale: “Secondo quanto abbiamo appreso, le uscite dovrebbero avvenire su base volontaria, attraverso incentivi e accompagnamenti alla pensione. Confidiamo che ciò venga rispettato integralmente, senza forzature e senza generare tensioni o situazioni di disagio sociale”.
Una linea che trova la condivisione anche dei sindaci di Villastellone, Francesco Principi, e di Santena, Roberto Ghio: “Anche noi esprimiamo forte preoccupazione per una decisione che colpisce il tessuto produttivo locale. Anche se ci dicono si stia lavorando su uscite volontarie, coinvolgendo in larga parte lavoratori prossimi al termine del proprio percorso professionale. Si tratta di un approccio che va nella direzione di ridurre al minimo l’impatto sociale. Il nostro impegno è al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie, affinché ogni passaggio sia gestito con responsabilità e trasparenza".





