La Città di Torino rafforza il proprio impegno nel contrasto alla povertà abitativa e alla marginalità estrema con un nuovo intervento nell’ambito del Piano di Inclusione Sociale. Su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, l’Amministrazione interviene per ampliare e consolidare la rete di accoglienza e di supporto all’autonomia, mettendo a sistema risorse pubbliche e del privato sociale e riattivando percorsi di coprogettazione sul territorio.
La delibera è stata approvata questa mattina dalla Giunta comunale, confermando la centralità del Piano di Inclusione Sociale quale strumento strategico per la co-programmazione e la costruzione di interventi condivisi con enti del Terzo settore, organizzazioni e stakeholder locali.
Nel dettaglio, il provvedimento dispone la riapertura dei termini per la presentazione di istanze di coprogettazione relative all’Area 4 “Reti territoriali per l’abitare, abitare sociale e accoglienza solidale” e all’Area 5 “Azioni e interventi di rete per l’inclusione sociale dei cittadini in condizioni di marginalità estrema”.
Per quanto riguarda l’Area 4, l’obiettivo è rafforzare le risposte alla crescente domanda di sostegno abitativo, attraverso progetti volti a contrastare la povertà abitativa, prevenire la perdita della casa e ampliare le opportunità di accoglienza temporanea e di accompagnamento all’autonomia. Particolare attenzione è rivolta anche ai nuclei familiari in condizioni di fragilità, alle persone soggette a sfratto e alle situazioni segnate da discriminazione o violenza. Nell’ambito del sistema SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), viene inoltre prevista la presentazione di progetti dedicati a titolari di protezione internazionale e richiedenti asilo vulnerabili, con il mantenimento e l’ampliamento dei posti disponibili e la prosecuzione dell’esperienza del “Rifugio Diffuso – Accoglienza in Famiglia”.
Per l’Area 5, il provvedimento punta a potenziare gli interventi rivolti alle persone in condizioni di marginalità, con particolare riferimento alla prima accoglienza, all’ospitalità temporanea, ai percorsi di housing led e al sostegno all’autonomia abitativa. In questo quadro, la Città conferma i due siti per l’accoglienza emergenziale: la struttura di via Traves 15 e quella di corso Regina Margherita 153 (ex Buon Pastore), entrambe con una capienza fino a 99 posti letto e destinate a ospitare adulti, nuclei familiari e minori non accompagnati fino al 30 aprile 2027. Gli spazi saranno concessi senza oneri agli enti del Terzo settore selezionati, che provvederanno a garantire l’ospitalità e la gestione dei servizi
Il provvedimento si inserisce nella programmazione triennale dell’ente e prevede, per il 2026, lo sviluppo di progettualità per un valore complessivo stimato in 15 milioni di euro, a cui si aggiungeranno i contributi degli enti partner. Le iniziative dovranno includere percorsi strutturati di accompagnamento verso l’autonomia delle persone accolte e saranno definite nel dettaglio attraverso successive fasi di coprogettazione e accordi di collaborazione.
Nel corso del 2025 le progettazioni del Piano di Inclusione Sociale hanno messo a disposizione 2700 percorsi di accoglienza per nuclei familiari e singoli, attraverso diverse modalità tra housing, cohousing, alloggi singoli o condivisi. Tra tutte le persone accolte e sostenute, erano circa 600 quelle in condizione di marginalità estrema.
Parallelamente all’accoglienza, il Piano di Inclusione Sociale assicura percorsi individualizzati di accompagnamento, orientamento, supporto e prevenzione.
“Con questo atto rafforziamo un modello di intervento fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato sociale e orientato a risposte sempre più integrate e personalizzate – dichiara Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali della Città di Torino -. Il nostro obiettivo è promuovere inclusione e diritti per tutte e tutti, offrendo strumenti concreti per sostenere le persone e le famiglie in condizioni di fragilità nei loro percorsi di autonomia. Vogliamo continuare a costruire una città capace di prendersi cura, più giusta e coesa, in cui nessuno venga lasciato indietro”.





