Viabilità e trasporti - 31 marzo 2026, 19:15

Una pista ciclabile sopra i binari abbandonati: da un'idea di un artista al progetto del Politecnico

Nino Ventura ha scritto il primo post su Facebook nel 2013 e tredici anni dopo ha visto realizzarsi il prototipo di una struttura sganciabile e sostenibile che dà nuova vita alla rete ferroviaria

Una pista ciclabile sopra i binari abbandonati: ecco il progetto del Politecnico

Una pista ciclabile sopra i binari abbandonati: ecco il progetto del Politecnico

Da un post su Facebook, 13 anni fa, a un prototipo funzionante: trasformare le reti ferroviarie non più attive in piste ciclabili è possibile, grazie all'idea di Nino Ventura e al lavoro del Politecnico di Torino. Ventura, artista attivo nel chivassese, scrisse nero su bianco questa idea il 21 gennaio 2013, senza sapere che prima o poi sarebbe stata davvero realizzata.

Ciclabile che si appoggia sui binari

Ri-REVERSE è una struttura ciclabile che si appoggia sui binari, permettendo così di mantenere l'infrastruttura esistente ma consentendo di dare nuova vita a tratti di strada che potrebbero collegare le città in linea retta e in modo sostenibile. Dalla ricerca effettuata preliminarmente al progetto è risultato che le linee ferroviarie dismesse potenzialmente riqualificabili mediante il sistema Ri-REVERSE sono quasi 2000 km in tutta Italia, di cui poco meno di 100 km in Piemonte. In particolare, questo nuovo tipo di ciclovia potrebbe unire Asti e Casale Monferrato, Saluzzo e Moretta, Dronero e Busca, Mondovì e Bastia Mondovì e Bra con Narzole.

Questa mattina il primo prototipo è stato presentato e provato alla Cittadella Politecnica del Design e della Mobilità Sostenibile del Politecnico di Torino, in corso Luigi Settembrini, insieme ai partner del progetto Idea Plast - azienda di progettazione, stampi e prodotti in plastica riciclata che ha realizzato la struttura - ed Ecopneus - che gestisce la raccolta, il trattamento e il recupero degli Pneumatici Fuori Uso - e dalla FIAB, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

Il contributo della Regione Piemonte

Ri-REVERSE rientra tra i progetti finanziati dal Bando SWIch 2023 – Supporto alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione e alla valorizzazione economica dell’innovazione promosso dalla Regione Piemonte. "Esempio concreto di come la Regione intenda affrontare le sfide della mobilità e della rigenerazione infrastrutturale: non consumando nuovo suolo, ma valorizzando ciò che già esiste - ha commentato l'assessore regionale ai trasporti Marco Gabusi - Trasformare linee ferroviarie dismesse in opportunità per il territorio significa unire innovazione, sostenibilità e visione strategica. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: infrastrutture più efficienti, sostenibili e al servizio delle persone".

Come spiegato dal docente Luca Tefa, Ri-REVERSE permette di diminuire del 15% l'impatto climatico rispetto a una soluzione tradizionale che vedrebbe la demolizione dei binari e la costruzione di una sovrastruttura e un consumo di 270mila kg CO2 eq/km2. La ciclovia reversibile è invece realizzata in materiali riciclati e permette di non dover smantellare la linea ferroviaria.

Questa soluzione ha portato al deposito di una domanda di brevetto congiunta tra l’azienda Idea Plast, il Politecnico di Torino e Nino Ventura. "L’idea nasce quando oltre 15 anni fa mi trovai ad attraversare tutti i giorni una ferrovia dismessa - ha raccontato Ventura - Erano già molte le linee ferroviarie smantellate e trasformate in ciclovie, ma non volevo eliminare le rotaie: le volevo usare come supporto di una pista ciclabile costruita con moduli realizzati con materiali di riciclo e in grado di essere smontati qualora fosse necessario ripristinare il passaggio dei treni. Dopo 10 anni ho proposto questa mia idea al Politecnico e l'ex rettore Guido Saracco ha subito apprezzato l'idea e dato il vita all'idea".

La sfida di progettare e sperimentare

Il progetto è stato realizzato dai Dipartimenti di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI), di Architettura e Design (DAD) e di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica (DISEG) del Politecnico di Torino. "Progettare e sperimentare una soluzione innovativa che trasformi una ferrovia in disuso in una ciclovia significa restituire valore al territorio e alle persone - ha dichiarato Claudia De Giorgi, Vicerettrice per le Pari opportunità, l'Inclusività e la Qualità della vita -. Tutela e valorizza il paesaggio, creando un’infrastruttura verde capace di connettere comunità, natura e sviluppo".

Il progetto Ri-REVERSE è iniziato a settembre 2024 e si concluderà a settembre 2026. Durante questo periodo verranno completate le fasi di progettazione, sperimentazione e validazione della ciclovia. La soluzione è concepita come scalabile e industrializzabile, con una prima applicazione su una tratta pilota in Regione Piemonte, per poi essere estesa progressivamente ad altri contesti a livello nazionale.

Un'iniziativa nel ricordo di Giulio Regeni

Un altro appuntamento al Politecnico di Torino sarà il 21 maggio alle ore 16.30, presso l’Aula Magna di corso Duca degli Abruzzi 24. Si terrà una proiezione speciale del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo", prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, accompagnata da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca. L’evento è organizzato dal Politecnico di Torino nell’ambito dell’iniziativa "Le Università per Giulio Regeni", promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore. L’iniziativa, presentata oggi in Senato Accademico, consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini.

"Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui". La proiezione del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo" è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Francesco Capuano

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