Attualità - 01 aprile 2026, 15:50

Suicida in carcere il boss pentito Pace, PD vuole chiarezza: "Sotto tutela Stato non si può morire così"

Sopralluogo dei senatori Walter Verini ed Andrea Giorgis, anche all'indomani dell'ennesima rivolta

La visita di alcuni esponenti del Pd al carcere di Torino

La visita di alcuni esponenti del Pd al carcere di Torino

"È necessario capire cosa sia successo in quei pochi metri di cella, in quel breve lasso di tempo. Se fosse l'ennesimo suicidio, al netto che si sia davvero tolto la vita, questo episodio rivela come nelle carceri italiane sia troppo facile suicidarsi: quando una persona è sotto la tutela dello Stato, non può e non deve morire così". È questo il commento del senatore Walter Verini, Capogruppo PD in Antimafia, che insieme al collega Andrea Giorgis e Davide Mattiello (responsabilità legalità PD Piemonte) ha effettuato un sopralluogo al carcere di Torino in seguito alla morte del boss mafioso Bernardo Pace

Alleanza tra mafia ed affari

Originario della provincia di Trapani, il 62enne era tra i condannati nel processo Hydra: un grande procedimento legato alla presunta alleanza tra membri di Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra per fare affari in Lombardia. Inizialmente detenuto a Opera, era stato trasferito nel Lorusso e Cutugno dove si trovava in una cella di isolamento, e da pochissimo aveva deciso di collaborare con i pubblici ministeri della Dda di Milano. 

Pace si sarebbe tolto la vita il 16 marzo scorso, impiccandosi nella cella singola al piano terra del padiglione. La sua morte, al momento, resta ancora avvolta da dubbi: la Procura di Torino ha disposto l'autopsia sul corpo ed il prossimo 16 aprile la Commissione parlamentare Antimafia approfondirà la vicenda.

Cella sotto sequestro 

"Occorre - ha commentato Andrea Giorgis - collaborare in tutti i modi: ci sono molti aspetti da comprendere". Gli esponenti del PD non hanno potuto visitare la cella di Pace perché è sotto sequestro, ma hanno visitato locali analoghi. 

"Come Commissione - ha aggiunto Verini - non vogliamo interferire con l'indagine, ma c'è il bisogno di squarciare tutto lo squarciabile: Pace aveva iniziato a collaborare, avrebbe dovuto essere tutelato. L'inchiesta Hydra è enorme ed è di interesse assoluto perché le mafie penetrano nell'economia e nella politica: è una delle armi che usano".

La sommossa

Oltre alla morte del 62enne, il carcere di Torino quotidianamente è protagonista di fatti di cronaca per aggressioni e momenti di violenza: solo ieri si è registrata l'ennesima sommossa.

"Abbiamo visitato i padiglioni - ha commentato Giorgis - dove ieri ci sono state le rivolte: il carcere di Torino ha bisogno di manutenzione. Il corpo di Polizia Penitenziaria viene chiamato a funzioni e responsabilità, in molti casi superiori alle forze: abbiamo ascoltato i numeri sulla carenza di personale". "È necessario - ha concluso - un maggior impegno se si vuole prender sul serio la funzione rieducativa della pena".

Cinzia Gatti

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