Undici minuti. È il tempo a piedi tra via del Ridotto 3/9 e l'ex Astanteria Martini di via Cigna, sede della nuova casa di comunità. Questa mattina, Asl e Regione hanno percorso a piedi gli 850 metri dal poliambulatorio, ormai chiuso, alla nuova sede, per dimostrare la distanza ridotta a chi protesta contro lo spostamento.
Ma per molti residenti la distanza è troppa, e in questi mesi le polemiche e le prese di posizione non sono mancate, arrivando anche a raccogliere 2500 firme per chiedere di tenere aperto lo spazio di Borgo Vittoria. "Firme ignorate e tenute nel cassetto. Se ne sono fregati di quello che pensavano i cittadini" dicono dal sindacato dei pensionati SPI CGIL Torino, in presidio per protestare contro la "passeggiata" di Regione e ASL che ha anticipato l'inaugurazione dello spazio di largo Cigna.
Le contestazioni al grido di "Vergogna"
Anziani e persone con disabilità sono i primi ad aver chiesto di non muovere il poliambulatorio, visti i problemi di mobilità: "Gli anziani sono le risorse del paese e vengono trattati in questo modo" dice chi protesta, al grido di "Vergogna" contro il direttore generale di ASL Torino Carlo Picco, l'assessore alle politiche sociali e neo-vicepresidente regionale Maurizio Marrone, il presidente di circoscrizione 5 Alfredo Correnti e il capogruppo della Lega in consiglio regionale e comunale Fabrizio Ricca.
La passeggiata dal vecchio al nuovo poliambulatorio è partita tra i fischi, seguita da chi protestava. Con loro anche i consiglieri regionali Nadia Conticelli e Alberto Avetta del PD, Alice Ravinale di Alleanza Verdi Sinistra, Vittoria Nallo di Stati Uniti d'Europa e Alberto Unia del Movimento 5 Stelle. "L'apertura di un servizio pubblico si fa per i cittadini e con i cittadini, non contro i cittadini - hanno commentato Conticelli e Avetta -. Si è voluto provocatoriamente collegare la chiusura di un servizio con l’apertura di un altro, mettendo in contrapposizione due territori ugualmente fragili e sbeffeggiando il percorso dei cittadini". Mentre Avs va contro la militarizzazione della marcia: "Anche oggi a Torino gli agenti lavorano non già per la sicurezza della città ma per gestire le provocazioni della destra. È assurdo e profondamente sbagliato", sostiene Ravinale.

Cirio e Riboldi si sfilano dalla "passeggiata"
L'assessore regionale alla sanità Federico Riboldi e il presidente Alberto Cirio non hanno invece partecipato alla passeggiata, giungendo soltanto all'inaugurazione. "Credo che la democrazia si basi sul garbo di ascoltare - ha commentato Cirio -, che non vuol dire per forza poi modificare delle scelte. Dobbiamo convincere le persone non con l'arroganza del potere ma con la bontà del buonsenso. Dovevamo investire dei soldi pubblici e li abbiamo investiti per recuperare un edificio pubblico, non nel privato".
Questione di costi
Per il poliambulatorio di via Del Ridotto, infatti, l'ASL pagava un affitto di 130 mila euro l'anno, mentre la struttura recuperata di via Cigna è di proprietà pubblica. "A 10 minuti a piedi da dove sorgeva il vecchio Poliambulatorio vede la luce la nuova struttura che oltre a garantire un presidio sul territorio porta alle casse comuni un risparmio - hanno commentato Ricca e Correnti - Un ottimo risultato di cui andiamo fieri".

Per sottolineare la continuità dei servizi da via del Ridotto a largo Cigna, la nuova casa di comunità nell'ex Astanteria Martini è stata chiamata "Ridotto". "Io capisco la situazione delle persone che sono fuori a protestare - ha commentato il presidente di circoscrizione 7 Luca Deri - che si sentono defraudate di uno spazio anche se questo è effettivamente vicino. Io lo avrei chiamato Cigna, anziché Ridotto".
"Una delle prime cose che abbiamo fatto è dare indicazione di azzerare le locazioni passive - ha spiegato Riboldi -, sono decine di milioni di euro risparmiati ogni anno, essenziali per poter agire sul recupero delle liste. Ogni risparmio è utile a trasformare la spesa improduttiva della sanità in spesa sanitaria".
Marrone: "Un rudere, con i topi e graffiti anarchici"
"L'ex Astanteria Martini era un rudere - ha ricordato Marrone -, ci passavano i topi e c'erano solo i graffiti dell'occupazione anarchica. Dove c'era abbandono sono tornati servizi sanitari di prossimità e reinvestire i risparmi degli affitti nel servizio sanitario è la scelta obbligata".

Il consiglio comunale di Torino aveva invece approvato un documento in cui chiedeva di non chiudere via Del Ridotto. "Con questa scelta viene meno il principio di prossimità per i presidi sanitari territoriali - ha commentato il consigliere PD Simone Tosto -. Un danno per un quartiere mediamente più anziano".
"I rapporti fra ASL e Città di Torino sono buoni, improntati alla collaborazione - ha stemperato l'assessore comunale alle politiche sociali Jacopo Rosatelli -. Questo non impedisce l'espressione pubblica di divergenze, espresse dal Consiglio Comunale. Fondamentale essere in dialogo con la popolazione, vorremmo che alla fine del PNRR i luoghi di cura fossero di più, non solo più belli".












