Sanità - 09 aprile 2026, 10:58

Settimana della pertosse, dal 13 al 17 aprile in Piemonte iniziative di informazione e divulgazione vaccinale

I casi sono in crescita negli ultimi 3 anni, con elevata mortalità e morbilità legata a questo tipo di malattia

Settimana di prevenzione contro la pertosse

Settimana di prevenzione contro la pertosse

Dal 13 aprile al 17 aprile si terrà una settimana di informazione e divulgazione vaccinale dedicata alla pertosse, minaccia emergente nel panorama sanitario. Nonostante la presenza di una vaccinazione efficace, infatti, è stato registrato un incremento importante di casi di pertosse nella popolazione negli ultimi 3 anni, in netto incremento rispetto ai dati precedenti. L’elevata mortalità e morbidità correlata a questa infezione, soprattutto per pazienti pediatrici nei primi mesi di vita e pazienti adulti più fragili, rende necessario il potenziamento dell’offerta vaccinale.

L’epidemia di pertosse in Europa, in Italia e in Piemonte

In Europa nel 2023 sono stati registrati più di 25.000 casi di pertosse, mentre nel 2024, solo nel periodo tra gennaio e marzo, sono stati osservati più di 32.000 casi, in netto incremento rispetto agli anni precedenti, in cui era stata osservata una limitata circolazione. In Italia da gennaio a maggio 2024 sono stati registrati 9,9 casi per milione di abitanti; in Piemonte sono stati registrati 9 casi nel 2023 e 271 casi nel 2024.In generale, l’incidenza più alta è stata registrata nella popolazione pediatrica al di sotto dei 3 anni di vita, fascia più a rischio di complicanze legata all’infezione, ma sono stati registrati molti casi anche nella fascia di popolazione adulta, con grave impatto anche sui soggetti maggiormente a rischio per fragilità legate a morbidità concomitanti.

Le iniziative in Piemonte

Dal 13 aprile al 17 aprile ci saranno sul territorio iniziative dedicate alla divulgazione vaccinale e all’informazione sulla pertosse, con particolare attenzione non solo alla popolazione generale ma anche a fasce di popolazione specifiche, le donne in gravidanza, i soggetti fragili e gli operatori sanitari- dichiara l’assessore alla Sanità Federico Riboldi. Alle donne in gravidanza sarà dedicata la campagna informativa “Proteggi te, proteggi il tuo neonato”, con la finalità di garantire un’informazione adeguata sulla sicurezza della vaccinazione e sulla sua importanza per la salute del nascituro. Agli operatori sanitari sarà, invece, dedicata la campagna “Proteggi chi cura, proteggi chi nasce” e un progetto di formazione a distanza dedicato al fine di garantire l’ottimizzazione della conoscenza non solo delle strategie preventive contro la Pertosse ma anche diagnostiche e terapeutiche.»
Il 13 aprile si svolgerà con il convegno “Vaccinarsi in Pediatria: nuove sfide per proteggere il futuro”, organizzato dalla professoressa Franca Fagioli, che si terrà all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.
Parallelamente alle campagne informative, saranno organizzati nelle aziende sanitarie di tutto il Piemonte open days vaccinali nel corso della settimana dedicati alla vaccinazione del personale sanitario e della popolazione interessata.

La pertosse: impatto dell’infezione nella popolazione

La pertosse è un’infezione respiratoria causata da un batterio (Bordetella Pertussis), con trasmissione mediante contatto con secrezioni respiratorie (goccioline di saliva emesse tramite starnuti o parlando). Si tratta di un’infezione estremamente contagiosa, in quanto una sola persona infetta può infettare il 90% delle persone non vaccinate con cui ha un contatto. I sintomi dell’infezione si manifestano in genere dopo circa 10 giorni dell’infezione, con sintomi respiratori caratterizzati da attacchi di tosse intensi e poco controllabili, in cui si fa fatica a respirare. Nell’età neonatale e nei primi mesi di vita, la pertosse comporta dei serissimi rischi per la salute del bambino e per la sua vita. Gli accessi di tosse a quest’età causano delle vere e proprie crisi di soffocamento, con conseguente riduzione dell’apporto di ossigeno al cervello e gravissimi danni cerebrali, con conseguenze a lungo termine. In alcuni casi l’infezione ha un decorso talmente grave da determinare la morte del bambino. Il decorso dell’infezione si presenta altresì grave anche in età adulta, soprattutto se concomitano situazioni di fragilità che abbassano le difese immunitarie (come ad esempio in età avanzata o in corso di terapie oncologiche). Una pronta diagnosi consente l’esecuzione tempestiva di una terapia antibiotica mirata, ma la prevenzione rappresenta l’arma più efficace nei confronti della pertosse in tutte le fasi della vita.

Strategie di prevenzione: l’importanza della vaccinazione nel creare un “bozzolo” di sicurezza

La vaccinazione contro la pertosse consiste in un vaccino acellulare, composto solo da alcuni elementi del batterio altamente purificati, e viene somministrata insieme alla vaccinazione contro difterite e tetano. La vaccinazione è estremamente sicura e raccomandata in tutte le fasi della vita, a partire dai due mesi di età. L’immunità conferita, tuttavia, non è definitiva e sono necessari più richiami nel corso della vita per garantire una protezione adeguata. Molto importante per la protezione del neonato è altresì la vaccinazione in gravidanza, tra la 27ma e la 32ma settimana di gestazione: mediante la vaccinazione materna in tale periodo, si garantisce la massima diffusione di anticorpi al nascituro, proteggendolo nei primi mesi fino alla vaccinazione. Risulta, infatti, fondamentale creare un effetto “bozzolo” di protezione nei confronti del neonato, mediante la vaccinazione dei genitori e di tutti i familiari del piccolo. Per limitare la circolazione di tale infezione all’interno della popolazione e il rischio di infezione per i pazienti più fragili, risulta fondamentale l’esecuzione dei richiami previsti ogni 10 anni da parte di tutta la popolazione, ma in maniera particolare da parte del personale sanitario. L’effetto “bozzolo” risulta, infatti, fondamentale per la protezione anche dei pazienti adulti più fragili ed è determinato da un adeguato tasso vaccinale nella popolazione generale e nei professionisti che si relazionano ad essi.

comunicato stampa

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