La Città di Torino e il Comune di Settimo Torinese avviano un tavolo congiunto per valutare interventi di rigenerazione urbana finalizzati allo sviluppo dell’edilizia pubblica e sociale, con particolare attenzione al patrimonio residenziale situato nel quartiere Borgo Nuovo di Settimo.
L’iniziativa, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa tra i due enti, mira a verificare la fattibilità di operazioni di recupero, rifunzionalizzazione e possibile ricostruzione degli edifici esistenti. L’obiettivo è quello di ripensare complessivamente questi ambiti urbani, promuovendo interventi sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico, capaci di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre i costi di gestione e offrire una maggiore qualità della vita ai residenti.
La delibera è stata approvata dalla Giunta comunale nella seduta dell’8 aprile, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, di concerto con la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, dando di fatto il via a un percorso di confronto istituzionale della durata di diciotto mesi, che coinvolgerà anche Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e gli altri soggetti istituzionali competenti in materia di politiche abitative, tra cui ATC e CIT, oltre alla possibile partecipazione di operatori privati e del mondo della cooperazione.
Il protocollo nasce dalla necessità di affrontare le criticità di una parte significativa del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta e oggi caratterizzato da condizioni di obsolescenza e da elevati costi di manutenzione straordinaria. In particolare, a Settimo Torinese sono presenti circa 370 alloggi sociali di proprietà della Città di Torino, ubicati nel quartiere Borgo Nuovo, nell’area compresa tra corso Piemonte, via Foglizzo e via Don Gnocchi.
In base alla normativa regionale vigente, le assegnazioni degli alloggi – sia da bando, sia in emergenza abitativa – sono gestite dal Comune di Settimo Torinese sulla base delle proprie graduatorie. In questo quadro, si inserisce la necessità di avviare valutazioni di carattere economico e funzionale sulla convenienza del mantenimento di tali fabbricati e dell’opportunità di sviluppare progetti di rigenerazione urbana complessiva delle aree.
Nel corso dell’ultimo anno, il Comune di Settimo Torinese ha già avviato specifici approfondimenti per individuare possibili percorsi di rigenerazione, analizzando in particolare gli strumenti gestionali, le opportunità di finanziamento a livello nazionale ed europeo e gli aspetti patrimoniali connessi. Tali attività rendono oggi necessario un coinvolgimento diretto della Città di Torino, in qualità di ente proprietario degli immobili, e l’attivazione di un confronto più ampio che includa appunto anche gli altri soggetti istituzionali competenti in materia.
Nel dettaglio, il protocollo prevede l’attivazione di un tavolo tecnico congiunto tra le due amministrazioni per approfondire i possibili scenari: le analisi riguarderanno i modelli di governance e gestione, gli strumenti di finanziamento, gli aspetti patrimoniali e giuridico-amministrativi, nonché la definizione di piani di fattibilità economico-finanziaria necessari a verificare la concreta realizzabilità degli interventi. Il percorso includerà la ricerca di risorse a livello nazionale ed europeo e il coinvolgimento delle associazioni rappresentative del settore delle costruzioni e della cooperazione, al fine di valutare possibili forme di partenariato pubblico-privato.
“Nel quadro del complessivo Piano dell’Abitare per lo sviluppo della Città di Torino, il destino degli alloggi di edilizia Residenziale Pubblica di proprietà della Città ma ubicati fuori città riveste un grande interesse – afferma l’assessore alle Politiche Abitative e di Edilizia Pubblica Jacopo Rosatelli - Ci aspettiamo che questa iniziativa porti a un aumento degli alloggi assegnabili alla cittadinanza che ne ha bisogno”.
“Con l’approvazione di questa delibera apriamo la strada a una riconversione di parte del patrimonio immobiliare della Città di Torino, dislocato a Settimo – spiega la vicesindaca Michela Favaro - La valorizzazione di un così ampio numero di appartamenti deve passare necessariamente attraverso un tavolo che coordini l’azione di più soggetti e deve avere per obiettivo la possibilità di recuperare una dotazione abitativa tanto vasta, mettendola a servizio della collettività”.
“Questo accordo è per noi un passo indispensabile per superare un modello abitativo nato 50 anni fa e mai davvero ripensato - interviene la sindaca Elena Piastra - L’obiettivo finale è chiaro quanto sfidante: garantire alle persone e alle famiglie una soluzione abitativa moderna, innovativa e dall’essenziale valenza sociale, che al contempo concorra al rilancio del quartiere, che abbiamo già avviato con importanti investimenti pubblici: la nuova scuola, il nuovo comando della polizia locale, il polo sportivo. Per ottenerlo è indispensabile il supporto del Comune di Torino, proprietario dei complessi edilizi. Da qui in avanti lavoreremo in sinergia e con scadenze e obiettivi intermedi, per arrivare a una soluzione”.





