‘Non solo un semplice selfie’, Torre Pellice presenta un laboratorio per raccontarsi oltre le apparenze
Il progetto porta con sé il ricordo del giovane Mattia Bonjour
A Torre Pellice si parla del laboratorio ‘Non solo un semplice selfie’, un percorso dedicato all’espressione di sé e alla scoperta della propria identità, che attraverso linguaggi artistici e multimediali accompagna i ragazzi in un’esperienza di conoscenza personale e condivisione. L’iniziativa parte da un selfie, ma si concentra sul superamento dell’immagine superficiale dello scatto stesso per arrivare a una rappresentazione più autentica e consapevole della propria persona, valorizzando emozioni, differenze e unicità.
La presentazione del progetto e del percorso svolto si terrà domenica 12 aprile alle 16,15 alla ‘Galleria Scroppo’ di via D’Azeglio 10. Durante l’evento sarà proiettato il video ‘Una presentazione di sé per ri-conoscersi oltre le apparenze’, realizzato dai partecipanti, e sarà proposta anche una breve attività a tema, ci sarà inoltre un momento conviviale con merenda ed esposizione di elaborati creativi.
Il laboratorio, sostenuto da ‘Asd Gynnik’ e ‘Cip’ (Cinema Inclusione Partecipazione), ha coinvolto quest’anno un gruppo di ragazzi dagli 11 ai 18 anni, impegnati tra ottobre 2025 e febbraio 2026 in attività che hanno spaziato dall’espressività mimico-gestuale alla produzione grafica e audiovisiva. Il lavoro ha affrontato temi come l’autoritratto, l’immagine personale, il look e il senso di appartenenza, portando alla realizzazione di una presentazione finale composta da fotografie, video ed elaborati artistici.
Il progetto nasce nel 2016 da un’idea di Sergio Brero, professore di Torre Pellice, che ha sviluppato il laboratorio partendo dalla propria esperienza nelle scuole e da una formazione specifica nell’ambito del sostegno e del lavoro con persone con disabilità. L’iniziativa, inizialmente proposta nelle scuole e nei centri diurni, è cresciuta negli anni e ha dato vita al collettivo ‘Artistinati’, composto da Brero, dalla figlia Silvia, dalla moglie Daniela Corno e da Monica Travers, madre di Mattia Bonjour.
La figura di Mattia Bonjour riveste un ruolo centrale all’interno di questo progetto. Scomparso prematuramente, era un ragazzo autistico che è stato il primo giovane con neurodivergenze a sperimentare questo percorso laboratoriale mentre frequentava le medie.
In merito all’evoluzione del progetto, Brero spiega: “È un percorso che negli anni è cresciuto e si è arricchito grazie alle influenze e ai contributi dei tanti artisti e collaboratori che vi hanno preso parte ieri e oggi”. Gli fa eco la figlia: “Ci auguriamo che l’evento di questa domenica possa lasciare una traccia in chi già conosce il progetto e, allo stesso tempo, raggiungere nuove persone, favorendo la nascita di una rete capace di far conoscere questa esperienza su scala più ampia, per permettere ai ragazzi interessati di sceglierci e partecipare. Al momento, per questioni logistiche, è richiesto un contributo minimo per partecipare al laboratorio. In futuro ci piacerebbe riuscire a renderlo gratuito”.
Per aggiornamenti e informazioni sulle attività degli ‘Artistinati’ è possibile seguire la pagina ufficiale Facebook.





