Un'opera come il Canale Cavour oggi non si potrebbe neanche iniziare per via dei 'comitati del No' che si formano ogni volta che si discute di una infrastruttura. E' questo il messaggio che il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha lanciato nel corso della cerimonia per il 160esimo anniversario dell'opera, a Chivasso.
La frecciata, poi esplicitata dal governatore, è chiaramente rivolta ai No Tav che con le loro proteste starebbero rallentando da anni i lavori della linea ferroviaria Torino-Lione. "Oggi - ha sottolineato Cirio, con una battuta - io porterei qui a festeggiare innanzitutto il comitato No Tav, così lo togliamo dalle nostre montagne".
"Il Canale Cavour - ha sottolineato - fu realizzato in tre anni, oggi non ne basterebbero nemmeno trenta. Anzi, non te lo farebbero neanche iniziare. Immaginate tutti i comitati 'No Canale' che nascerebbero in ogni Comune del nostro Piemonte".
Riferendosi poi direttamente alla costruzione del Tav in Valle di Susa, Cirio ha ricordato che "abbiamo centinaia di militari che difendono un cantiere". "L'altro giorno - ha poi aggiunto - abbiamo autorizzato l'ospedale nord di Torino, Comune e Regione insieme, addirittura di colori politici diversi. E adesso abbiamo tutto a rischio di blocco perché il comitato del 'no ospedale' ti dice tu non lo devi fare. Questi comitati del No esistono ogni qualvolta uno prova a fare un infrastrutture. Nel 1866 questo non accadeva; le opere, quando andavano fatte, venivano fatte. Io spero che un giorno si torni così anche nel nostro Paese".





