Cultura e spettacoli - 15 aprile 2026, 07:05

Morgan Icardi: a 12 anni già direttore d'orchestra, oggi l'enfant prodige di Torino pubblica il secondo album [INTERVISTA]

Il 17 aprile esce Bach’s Goldberg Variations: “Un invito a vivere il tempo piuttosto che consumarlo”

Morgan Icardi: a 12 anni già direttore d'orchestra, oggi l'enfant prodige di Torino pubblica il secondo album [INTERVISTA]

A 12 anni, il torinese Morgan Icardi saliva sul palco come direttore d’orchestra a Todi, in Umbria. Vero prodigio della musica classica, sette anni più tardi è tra i più giovani pianisti e direttori d’orchestra della sua generazione. 

Neanche ventenne, dopo il primo disco, Mozart Across Boundaries del 2021, pubblica il secondo album Bach’s Goldberg Variations, in uscita il 17 aprile. 

Uno dei più giovani direttori d’orchestra del mondo ci ha raccontato le tappe che lo hanno portato ai traguardi raggiunti sinora. 

“Ho cominciato prima con il pianoforte a 5 anni, con un interesse che si è trasformato poi in una passione nel corso del tempo. A 12 anno ho cominciato a dirigere. È stata una scoperta importante per me perché ha dato inizio a un percorso multidisciplinare per quanto riguarda la creazione artistica. È stata un’esperienza molto positiva. Ho poi deciso di continuare, ho diretto varie orchestre e mi sono laureato un anno fa nella direzione d’orchestra e ora uscita un nuovo disco. Sto proseguendo nella ricerca musicale”. 

Cosa nella direzione d’orchestra ti appassiona di più? 

“Ci sono molti aspetti complessi e interessanti. Prima di tutto, la relazione con la musica e con i musicisti e strumentisti. La musica, a differenza del musicista, nel mio caso non crea direttamente il suono, c’è un passaggio aggiuntivo prima di raggiungere il suono desiderato. È un aspetto importante per comprendere cosa è il direttore d’orchestra. La traduzione avviene nell’atto di dirigere, dall’intenzione pura musicalde pura che non è espressa con altri mezzi come la parola, ma con il gesto. Un aspetto che mi affascina ancora oggi”.

Cosa ricordi della tua prima esibizione? 

“Ho diretto un ensemble di archi e su un divertimento di Mozart. C’era questa affinità musicale di partenza, ho scoperto questa traduzione dall’intenzione pura del parlato al gesto, mi veniva spontaneo, ho scoperto di voler approfondire questa passione”.

A soli 19 anni, come dividi gli impegni di lavoro e di studio con la vita da adolescente? 

“Gestire questi mondi diversi non è sempre facile, tra università, lavoro, passione per la musica e il resto. È una questione di poter organizzare quello che si fa, è un lavoro di priorità molto importante. Le mie giornate non sono molto costanti, da una all’altra ci sono differenze. Non ho una routine fissa. È una scelta che ho fatto. Può essere impegnativo ma ne vale la pena”. 

Nel corso di questi anni hai già lavorato in tutto il mondo, dall’Europa al Giappone. Oggi però vivi a Torino, qual è il tuo rapporto con la città? 

“Non ho piani di spostarmi. Anche perché è una bellissima città, ci sono stati tanti cambiamenti per gli eventi, ma artisticamente è sempre stato un grande punto d’incontro per le orchestre sinfoniche e l’opera. Il Teatro Regio è un grande teatro dove ci sono tante attività”.

Oltre alla classica ci sono altri generi di musica che ascolti? 

“Ascolto molte cose, la classica la ascolto per motivi di ispirazione e di confronto e di conoscenza. Ascoltare il più possibile è un vantaggio e un piacere. Poi però seguo vari generi per spasso, per apprezzare la varietà di quello che viene proposto. Di recente ho cominciato ad ascoltare elettronica sperimentale”. 

Bach’s Goldberg Variations, cosa rappresenta per te? 

“L’album è un risultato di questi pensieri che ho avuto. La riflessione che faccio è sulla concentrazione, sul prendersi il tempo senza rallentare di per sé l’attività, ma percepire quello che avviene. Un concetto che può andare contro e resistere rispetto al pensiero contemporaneo che ci definisce attraverso i media e tutte le fonti di informazioni che utilizziamo. È un invito ad avere l’opportunità di percepire il tempo e di non consumarlo. C’è un confronto con le registrazioni dello scorso secolo come Glenn Gould ad album più contemporanee come Beatrice Rana o Lang Lang, che ridefiniscono il brano”.

A Torino sarà possibile ascoltarlo live? 

“Ci saranno diversi eventi anche qui in città. Per adesso bisogna ancora rilasciamo l'album, dopo questo ci saranno opportunità di portare questo grande pezzo di repertorio in una veste trasformata”. 

Quali sono i prossimi obiettivi di Morgan Icardi? C’è un sogno nel cassetto? 

“Conoscere sempre di più e poter avere sempre più consapevolezze e saperla esprimere per portare benessere e forse anche una complessità strutturale semplice da questo mondo caotico, spesso può sembrare complicato. Per quanto riguarda i sogni nel cassetto, per ora li ho tirati fuori tutti”. 

Chiara Gallo

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