Riceviamo e pubblichiamo: " Nei giorni scorsi, la cronaca ha dato ampio spazio al racconto dell'intervento delle forze dell'ordine e reparti speciali dei Carabinieri in alcuni giardini e luoghi pubblici della città. Questi interventi hanno portato alcuni effetti negativi, che abbiamo raccolto e per cui crediamo sia necessario una discussione pubblica.
Nel pomeriggio di venerdì 03 aprile 2026 scorso, all’interno del Giardino Madre Teresa di Calcutta, durante le attività previste per il progetto L’Intreccio, sono accaduti dei fatti gravi. Alle ore 17:35 sono apparse due volanti dei Carabinieri e due jeep del 1º Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania. I componenti di quest’ultimo reggimento erano a volto coperto. Le entrate pubbliche del Giardino Madre Teresa, quella su corso Giulio Cesare e quella su corso Vercelli, sono state chiuse, impedendo la libera circolazione delle persone in entrata e uscita dall’area verde. I componenti di entrambe le forze militari hanno iniziato a chiedere i documenti alle persone presenti al Giardino, trattenendole ingiustificatamente per più di un’ora, compresi coloro che stavano svolgendo le attività del progetto L’Intreccio, finanziato dal Fondo Sociale Europeo, dal Programma Nazionale Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. A nulla è servita l’identificazione da parte delle operatrici e degli operatori come lavoratrici e lavoratori di un progetto finanziato dalla Città di Torino. Le operatrici e gli operatori hanno cercato di capire il motivo del controllo e del volto coperto, senza ottenere risposta: da lì a poco, sono iniziate le perquisizioni fisiche, di vestiti e borse, facendo svuotare tutto sulle panchine e controllando ogni singolo oggetto. La perquisizione ha toccato esclusivamente cinque operatrici e operatori in servizio del progetto L’Intreccio e una persona che frequenta spesso il Giardino, con cui le operatrici e gli operatori stavano dialogando. I documenti sono stati trattenuti per più di un’ora: intorno alle 19:05 i documenti sono stati restituiti insieme ai verbali di perquisizione.
In quella fascia oraria, in un giorno pre-festivo, il giardino era popolato prevalentemente da bambine e bambini, genitori, nonne e nonni, oltre alle persone che quotidianamente si trovano nell’area verde. La prolungata chiusura di uno spazio pubblico ha provocato disagio e paura.
Questa operazione militare si colloca in un’azione più ampia che tocca le cosiddette “zone rosse”. Non tiene però conto che il Giardino Madre Teresa è presidiato, ormai da quasi un anno, dal progetto L’Intreccio, che costruisce relazioni quotidiane con le persone che vivono il giardino, favorendo responsabilità condivisa, convivenza e prevenzione dei conflitti, con l'obiettivo di fornire una lettura differente della complessità del Giardino, che passi da essere un luogo percepito come pericoloso a un’area della città in evoluzione e cambiamento positivo. Fermo restando che crediamo fermamente che ogni essere umano debba essere trattato con rispetto e dignità, in ogni circostanza, riteniamo ancora più inaccettabile che persone che stanno lavorando in uno spazio così fragile e complesso vengano trattate in un modo inadatto al lavoro di cura, relazione e presidio sociale.
Il valore del nostro lavoro, come gruppo di associazioni del progetto L’Intreccio, ma anche come enti del Terzo Settore che lavorano in un altro progetto all’interno dell’avviso pubblico “Bella Storia”, dev’essere ampiamente riconosciuto anche in merito alla sicurezza percepita e sostanziale che viene fornita al Giardino.
Riteniamo, dunque, necessario interrogarci sulle modalità degli interventi, affinché non compromettano i percorsi sociali attivati e finanziati con risorse pubbliche, che operano con efficacia proprio per prevenire situazioni di marginalità e conflitto.
I primi effetti negativi dell’intervento si sono già visti: le signore che frequentano il corso di italiano preferiscono incontrarsi al chiuso, allo Spazio di Comunità di corso Giulio Cesare 34; diverse persone non si sono più viste in questi giorni, mamme con bambine e bambini ci hanno detto di aver scelto altri spazi giochi perché l’intervento delle forze armate a volto coperto li ha molto turbati e non si sentono sicuri.
Consci del fatto che la Città di Torino, oltre al finanziamento pubblico, ha deciso di riconoscere come scommessa politica la rigenerazione del Giardino attraverso un’azione sociale coordinata da diverse realtà del Terzo Settore, abbiamo chiesto formalmente un incontro al governo della Città di Torino in cui insieme alle realtà territoriali che fanno capo al progetto L’Intreccio ci possa essere un confronto e si possa discutere sui bisogni che il territorio richiede. L’incontro è stato accolto e stiamo definendo gli sviluppi.
Inoltre, vogliamo realizzare un incontro pubblico con gli enti attivi in progettualità che curano la prossimità e l'educativa di strada, a cui saranno invitate la Città di Torino e il Prefetto, per condividere il lavoro che si sta facendo, esprimere dissenso sulle modalità di intervento delle forze militari che rischiano di vanificare tale lavoro e chiedere quali sono i risultati di operazioni di controllo condotte con tali modalità".
Firmato: Fondazione di Comunità Porta Palazzo ETS, Associazione Arteria, ACFIL-Associazione Culturale Filippina del Piemonte, Atypica - Cooperativa Sociale, Educadora ETS, Fondazione CLT Terreno Comune, Il Campanile ETS, Associazione Isola di Arran, Associazione Fuori di Palazzo, Refugees Welcome Italia - Torino, Sp4zio Aps





