Durante il X Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato (AIBLUD) – in corso a Torino nell’Aula delle Nuove Biotecnologie (Università di Torino, piazza Nizza 44 bis) – è stato presentato l’innovativo pastorizzatore per piccoli volumi di latte umano Lo.V.Milk (Low Volumes Milk Pasteurizer). Frutto di un brevetto congiunto del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Università di Torino e l’azienda Giada S.a.S., il pastorizzatore permette di mettere a disposizione dei neonati prematuri ricoverati in terapia intensiva neonatale latte umano donato. La Banca del Latte degli Ospedali Regina Margherita e Sant’Anna di Torino è la prima struttura sanitaria in Italia ad averlo in dotazione.
Il congresso, che si chiude oggi 17 aprile, rappresenta un momento chiave per mettere a confronto studiosi, medici e operatori sul futuro delle Banche del Latte Umano Donato, anche a fronte delle recenti novità legislative a livello europeo: dal giugno 2027 il latte umano donato da alimento diventa tessuto, come il sangue.
Il pastorizzatore Lo.V.Milk
Per i neonati fragili ricoverati in Terapia Intensiva e in Patologia Neonatale, quando il latte della propria madre è insufficiente o non disponibile, soprattutto nel primo periodo dopo il parto, il latte umano donato, trattato e distribuito dalle Banche del Latte, costituisce un vero e proprio farmaco salvavita. È in questo ambito che si inserisce il pastorizzatore Lo.V.Milk (Low Volumes Milk Pasteurizer), basato su tecnologia High Temperature Short Time (HTST a 72°C per 15 secondi). Grazie a tempi di pastorizzazione ridotti, permette di ottenere un latte maggiormente simile al latte materno crudo in termini di proprietà nutrizionali, bioattività (contenuto in immunoglobuline e attività antivirale), struttura dei nutrienti e quindi digeribilità e biodisponibilità dei nutrienti, a parità di sicurezza microbiologica rispetto al corrispondente latte donato pastorizzato con tecnologia tradizionale (pastorizzazione Holder).
Al momento in Italia questa tecnologia è disponibile unicamente presso la Banca del Latte di Regina Margherita – Sant’Anna, grazie alla donazione dell’associazione di genitori Piccoli Passi e della Fondazione Venesio. In considerazione dei favorevoli e promettenti risultati ottenuti, durante il X Congresso Nazionale di AIBLUD è emersa l’opportunità di estenderla anche alle altre Banche italiane. Questo aspetto, insieme all’equità nell’accesso al latte umano delle Banche per tutti i neonati più vulnerabili, è uno degli obiettivi dell’evento.
La tecnologia alla base di Lo.V.Milk è stata sviluppata nel corso di diversi studi svolti in collaborazione da CNR, Università di Torino e reparto di Neonatologia Universitaria del Sant’Anna. Proprio alla positiva esperienza di utilizzo dello strumento nell’ultimo anno è dedicato il workshop di questa mattina nell’Aula Bocci dell’Ospedale Sant’Anna. Paola Tonetto (AIBLUD) e Marzia Giribaldi (CNR ISPA) hanno illustrato in cosa consiste la tecnologia High Temperature Short Time (HTST), mentre Elisabetta Punziano (OIRM Sant’Anna) e Roberto Rossi (Labor Baby S.r.l.) hanno presentato l’applicazione pratica dello strumento.
“Il nostro obiettivo era mettere a disposizione delle Banche del Latte Umano Donato una tecnologia che potesse garantire la sicurezza microbiologica del latte umano donato preservandone al massimo la qualità. Con Lo.V.Milk riduciamo drasticamente l’impatto del trattamento di pastorizzazione, preservando maggiormente fattori protettivi e bioattivi del latte. Il risultato è un latte donato più simile a quello materno fresco, più digeribile e biodisponibile”, affermano le autrici del brevetto Laura Cavallarin, ricercatrice del CNR-ISPA, e Alessandra Coscia, docente dell’Università di Torino e Direttrice della struttura complessa di Neonatologia Universitaria all'Ospedale Sant'Anna.
Il nuovo regolamento europeo
Il X Congresso Nazionale ha avviato un confronto in merito al recente cambiamento introdotto dalla legislazione europea conseguente alla pubblicazione, il 17 luglio 2024, del nuovo regolamento europeo sugli Standards of Quality and Safety for Substances of Human Origin (SoHO) Intended for Human Application nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea. In base a tale Regolamento, a partire dal giugno 2027, il latte umano donato passa da essere considerato alimento a tessuto, alla stregua del sangue, degli organi e delle sostanze di origine umana.
Si tratta di un cambiamento epocale a cui l’Italia deve arrivare preparata e che vedrà coinvolte tutte le 44 Banche esistenti oggi nel Paese. Gli operatori si sono incontrati a Torino dal 16 al 17 aprile al Congresso Nazionale organizzato dall’Associazione Nazionale Banche del Latte Umano Donato AIBLUD – rappresentata dal Prof. Enrico Bertino, dal Dott. Guido Moro, dalla Dott.ssa Paola Tonetto – e dall’Università di Torino, con la Prof.ssa Alessandra Coscia, neonatologa e il Prof. David Lembo, virologo e Vicerettore per l’internazionalizzazione dell’Ateneo. Presenti, tra gli altri, delegati del Ministero della Salute e altri esperti, tra i quali Laura Cavallarin (CNR-ISPA), con l’obiettivo di porre le basi per costruire una rete uniforme delle Banche su tutto il territorio nazionale, così come già avviene per la donazione del sangue.
L’evento è stato l’occasione per presentare la recente indagine dell’AIBLUD pubblicata su Nutrients, secondo la quale in Italia solo poco più di un terzo dei neonati di peso inferiore a 1500 grammi (oltre 3000 all’anno in Italia) hanno attualmente accesso alla possibilità di essere alimentati con latte umano donato (36% nel 2023 e 34% nel 2024). Anche la distribuzione delle Banche sul territorio nazionale appare molto disomogenea, con carenze soprattutto nel Sud e assenza in alcune regioni. La disponibilità di latte umano donato rientra quindi negli interventi di promozione della salute pubblica e gli sforzi finalizzati a garantire su tutto il territorio nazionale una sua distribuzione uniforme sono prioritari per ridurre le diseguaglianze in salute nei bambini più vulnerabili.
È stato, infine, illustrato il progetto europeo IMAGINE-HMB (Programma EU4Health), coordinato dall’EMBA con la partecipazione di altri quattro partner europei, oggi in avanzata fase di realizzazione: lo scopo è predisporre delle Linee Guida che dovranno orientare la futura attività delle Banche del Latte Umano Donato (BLUD) in Europa e, conseguentemente, in Italia.
“In Italia fortunatamente la situazione delle Banche del Latte Umano Donato è buona rispetto a quella di altri Paesi, ma le Banche devono comunque prepararsi a questo cambiamento epocale. La nuova normativa – sottolinea il Prof. Enrico Bertino di AIBLUD – porterà possibili criticità, come la necessità di adeguare i locali e le apparecchiature a standard più restrittivi che richiederanno risorse adeguate. L’applicazione della nuova legislazione consentirà tuttavia, in Italia e in Europa, una distribuzione più uniforme delle Banche e un’attivazione in rete delle loro attività. Contribuirà inoltre a migliorare e uniformare la qualità e la sicurezza del latte umano donato. Un altro punto importante è che la definizione del latte umano donato come tessuto lo proteggerà dalla commercializzazione, pratica diffusa ad esempio negli Stati Uniti”.






