Già si accendono le polemiche sulla Festa della Liberazione, dopo gli scontri dello scorso anno. L'associazione radicale Adelaide Aglietta potrebbe non partecipare alla fiaccolata del 24 sera: il pomo della discordia è la bandiera Ucraina che un anno fa, insieme a quella dell'Ue - forse scambiata per quella Nato - fece reagire alcuni membri dello staff e di ANPI. Dopo qualche calcio e spintone, al gruppetto di radicali, con anche membri di +Europa, Azione e Italia Viva, fu impedito di partecipare alla manifestazione,
"Abbiamo sempre partecipato alla fiaccolata del 25 aprile perché crediamo nei suoi valori - ha commentato uno dei coordinatori dell'associazione Aglietta, Oreste Gallo -. La richiesta agli organizzatori è che ci permettano di partecipare rispettando il diritto fondamentale dell'espressione del libero pensiero. Se questa richiesta non venisse accolta non parteciperemo all'iniziativa del 25 aprile".
Fiap (Federazione italiana delle associazioni partigiane) avrebbe chiesto all'associazione di non portare bandiere ucraine, per non creare situazioni di tensione come negli anni passati. "È una decisione che rispettiamo ma non accettiamo un 25 aprile che mini i suoi principi fondanti - ha proseguito Gallo -. Oggi i valori della Resistenza rivivono nella lotta degli ucraini contro l'aggressore russo: stanno combattendo per la libertà, anche per la nostra e quindi è il nostro dovere sostenerli".
Il 25 aprile, nella sede di via san Dalmazzo, l'associazione Adelaide Aglietta ha organizzato una raccolta fondi per donare un drone all'esercito ucraino. "Vogliamo rivendicare la Resistenza dei Partigiani che ricevevano le armi dal cielo da parte degli alleati, sostenendo con le armi la resistenza europea che è fatta nelle trincee dell'Ucraina" ha dichiarato Igor Boni, uno dei fondatori dell'associazione.
"Negli ultimi anni - ha commentato Silvio Viale, consigliere comunale radicale - c'è una insofferenza sempre più forte di una parte del corteo verso le bandiere dell'Ucraina e dell'Europa. Quattro anni fa Bruno Segre disse dal palco che i partigiani di oggi combattono in Ucraina ma il posizionamento dell'Anpi è ambiguo".
Parte dell'associazione anche Francesco Aglieri Rinella, segretario provinciale del Partito Liberaldemocratico che, seppur condividendo le premesse dell'associazione Aglietta, ha preso una strada diversa. "Nell'associazione ci sono diverse realtà e c'è stato un dibattito - ha spiegato -. Il mio partito, preso atto della gravità degli eventi degli anni scorsi, vuole garantire la libertà di partecipare e parteciperemo perché ce lo permette la Costituzione. Nella Resistenza sono morti per noi tanti comunisti, cattolici, socialisti, ma tanti erano anche liberali e il modo migliore per rendere merito al loro sacrificio sarà quello di partecipare a questa manifestazione. La nostra intenzione è di partecipare con i vessilli del partito ma anche con quelli che sono i vessilli della Resistenza, che in questo momento sono il popolo ucraino e il popolo iraniano".





