Aggredito in pieno centro, mentre stava tornando a casa dopo aver assistito al programma di giornata del Lovers, il festival cinematografico LGBTQIA+. La disavventura è capitata a un volontario del Torino Pride ed è stato proprio il Coordinamento a denunciare l'accaduto tramite i suoi canali social. "La rabbia che proviamo è immensa", dicono.
Il racconto della vittima
E gli stessi canali social riportano il racconto della vittima: "Stavo andando via e un gruppetto di ragazzi, soprattutto adolescenti, ha iniziato a gridare 'ma che sei, gay?'. Questo a causa del mio zainetto arcobaleno. Uno di loro, particolarmente infervorato e compiaciuto, si è avvicinato e urlando contro di me mi ha messo le mani addosso dandomi una sberla in volto".
Bloccato dagli amici
Nemmeno il tempo di reagire: "E' accaduto tutto in cinque secondi. Io non ho reagito all'aggressione fisica. I suoi amici l'hanno bloccato capendo, spero, la violenza del gesto. Sto bene, ma sono turbato. E' la dimostrazione che, ahimè, di lavoro ne abbiamo ancora tantissimo da fare".
Condanna unanime
E' arrivata anche la solidarietà del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “Desideriamo esprimere la solidarietà e la vicinanza della Città di Torino al volontario del Torino Pride vittima di un’aggressione omofoba. Episodi come questi sono inaccettabili e non devono trovare spazio nella nostra città, che lavora con impegno per il rispetto e la tutela dei diritti. È questo lo spirito con cui sosteniamo il Festival Lovers e con cui ospiteremo l’Europride il prossimo anno. Quanto accaduto ci invita a a riflettere ancora una volta su quanto sia importante, come istituzioni, continuare a fare la nostra parte per educare al rispetto di tutte e tutti e per costruire una città senza discriminazioni, in cui ciascuno si senta ugualmente protetto, tutelato e rappresentato”.
“Mi rendo tragicamente conto di quanto sia ancora drammaticamente importante parlare di certi temi – sui media, a scuola e nelle aule della politica –attraverso il dibattito, attraverso il confronto, attraverso l'arte, attraverso il cinema, proprio perché l'omofobia esiste. Però non esite una legge contro l'omofobia e ne ha fatto le spese un giurato del festival che dirigo. - dichiara Vladimir Luxuria, direttrice del Lovers Film Festival -. Il ragazzo trans a cui va tutta la mia solidarietà è stato aggredito semplicemente perché portava addosso dei colori, i colori rainbow, mentre è nera e buia l'indifferenza della politica rispetto a questi episodi gravi di discriminazione e di intimidazione”.
“Ci uniamo all’indignazione di Vladimir Luxuria per quanto successo perché è inaccettabile che queste cose accadano nel 2026 e in una città come Torino, sempre attenta ai diritti di tutti e tutte - sottolineano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino -. Uno dei principali propositi di Lovers è di far sì che attraverso il cinema e la cultura arrivino alle nuove generazioni concetti come diritti e rispetto, affinché episodi come questi non si ripetano più”.
Sceglie i social anche l'assessore comunale a Politiche sociali e pari opportunità, Jacopo Rosatelli: "Solidarietà incondizionata al volontario aggredito ieri notte. Questo atto grave e inaccettabile dimostra quanto sia necessario lavorare quotidianamente per costruire una società senza odio e discriminazioni, riconoscendo tutti i diritti delle persone lgbtqia+".
Anche dal Movimento Cinque Stelle arriva la vicinanza alla persona aggredita: "Condanniamo con assoluta fermezza questo ennesimo episodio di violenza, che non può e non deve essere derubricato a fatto isolato. Le parole però non sono più sufficienti. È necessario colmare un vuoto normativo che il Parlamento non può continuare a ignorare. L’affossamento del DDL contro l’omobitransfobia ha lasciato il nostro Paese privo di uno strumento adeguato per contrastare i crimini d’odio basati sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. Parallelamente, è urgente investire sull’educazione. Le scuole devono diventare il primo presidio contro ogni forma di discriminazione. L’introduzione strutturale dell’educazione all’affettività, al rispetto e alle differenze non può più essere ostaggio di pregiudizi ideologici. È una misura di civiltà, prima ancora che politica". dicono Sarah Disabato, Capogruppo regionale M5S Piemonte, Alberto Unia, Consigliere regionale M5S Piemonte e Pasquale Coluccio, Consigliere regionale M5S Piemonte.





