Economia e lavoro - 20 aprile 2026, 09:43

Camionista suicida per troppo lavoro, Si Cobas davanti al tribunale: “Ritmi insostenibili, ora basta”

Una delegazione del sindacato ha manifestato fuori dal Palagiustizia: “Pressione per consegne in tempi sempre più ristretti, straordinari forfettizzati e niente indennizzo notturno”

Udienza preliminare nell'aula 35 del Tribunale di Torino per il processo penale legato al caso di Renato Fesce, camionista che si suicidò nel 2023, a 58 anni, oppresso dai troppi carichi di lavoro e condizioni difficili. L’episodio è legato ad AF Logistics, che svolge i trasporti nella piattaforma GS di Rivalta. Presenti in aula gli avvocati dell'associazione Sicurezza e Lavoro e dei sindacati Si Cobas e Filt Cgil. I tre enti sono stati ammessi come parte civile. Tutti gli imputati hanno richiesto il rito abbreviato. 

La denuncia, da parte di SI Cobas, è appunto legato ai “carichi di lavoro crescenti e spesso estenuanti nel mondo degli autotrasporti”. E aggiungono: “Aumenta la pressione ad effettuare consegne in tempi ristretti - accollandosi anche i rischi di sanzioni per la violazione dei riposi - e in punti di carico e scarico pericolosi per la sicurezza”.

Straordinari forfettizzati 

“La maggior parte delle aziende sostiene che il lavoro è discontinuo - dicono i sindacalisti di SÌ Cobas -, ma nei fatti non è così. Ma questo porta a una forfettizzazione dello straordinario che però non è adeguato al costo della vita. I lavoratori lavorano ore di lavoro gratis e nella giornata di sabato, a seguito del rifiuto di un aumento da 5 euro giornalieri, molti autisti si sono astenuti dal giorno di straordinario. La battaglia resta aperta. Se gli orari si sono in parte ridotti, si è intensificato il carico con molti punti di consegna”.

Lavoro notturno e danni a terzi

“Il lavoro notturno non viene riconosciuto- proseguono - ed è uno dei pochi lavori in cui questo riconoscimento non esiste. E poi è sempre l’autista a dover pagare eventuali danni o problemi a terzi”.
“Aumenta quindi la stanchezza - concludono - l'esasperazione e la difficoltà economica, rischiando non di rado di spingere in un angolo di disperazione e profonda percezione di ingiustizia il lavoratore”.

Intanto, è stato fissato per il 29 maggio lo sciopero generale "con sicurezza e salute sul lavoro come punto imprescindibile".

"Seguiamo con attenzione questa complessa vicenda giudiziaria in cui l'associazione Sicurezza e Lavoro è atata ammesa come parte civile - dichiara Massimiliano Quirico, direttore di Sicurezza e Lavoro - che riguarda la morte di un lavoratore della logistica, un comparto sempre più esposto a rischi per quanto riguarda la salute e la sicurezza. Il suicidio del camionista Renato Fesce, sul quale auspichiamo venga fatta presto chiarezza, è un campanello di allarme per un intero settore, che vede tutele sempre più ridotte per lavoratori e lavoratrici, e che deve spingere Istituzioni e aziende a una riflessione profonda sull'intero sistema della logistica, per garantire la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori e le lavoratrici".

Prossima udienza in programma lunedì 15 giugno alle ore 10 nell'aula 35 del Tribunale di Torino, in cui le parti discuteranno. Eventuali repliche di tutte le parti dovrebbe poi avvenire prima della pausa estiva.

Massimiliano Sciullo

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